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2009: un anno di cinema

 di Svevo Moltrasio

 Eccoci a fare i conti con una nuova stagione cinematografica. Dopo quella del 2008, questa nuova annata di uscite nelle sale italiane si è rivelata, in termini di qualità, di un livello medio piuttosto modesto, senza troppi picchi. Iniziamo con il cinema americano e i primi mesi dell’anno che corrispondono spesso alle uscite legate ai premi oscar. Proprio in questo ambito i titoli hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca: pensiamo al David Fincher de IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON, al Gus Van Sant del biopic MILK, o al Ron Howard di FROST/NIXON. Pellicole interessanti e di straordinaria fattura ma forse poco incisive. Meglio gli inglesi Sam Mendes e il suo crepuscolare REVOLUTIONARY ROAD – a dire il vero piuttosto ignorato dall’Academy – e lo Stephen Daldry di THE READER – in entrambe le pellicole protagonista l’attrice dell’anno Kate Winslet -. Ingiustamente snobbato anche Clint Eastwood e il suo ultimo film della carriera da attore – stando alle sue dichiarazioni – il magnifico e toccante GRAN TORINO.  

Da segnalare i buoni risultati de IL DUBBIO di John Patrick Shanley, il secondo film da regista di Ed Harris, il western classico APPALOOSA,  il sorprendente Darren Aronofsky di THE WRESTLER – con la monumentale prova di Mickey Rourke – e l’intrigante STATE OF PLAY con Russell Crowe. Meno convincenti il Bryan Singer dell’OPERAZIONE VALCHIRIA e il James Gray di TWO LOVERS – regista quest’ultimo che a onor del vero continua a convincere pienamente gran parte della critica mondiale -. Avvicinandoci all’estate ci si imbatte negli immancabili blockbuster hollywoodiani, e in questo ramo  è stata un’ottima stagione. Ottima per qualità: WATCHMEN di Zack Snyder – sorpresa inattesa – TERMINATOR SALVATION – maltrattato però quasi ovunque – entrambi purtroppo flop al botteghino; ottima per successo di pubblico: i secondi episodi di TRANSFORMERS – fracassone fino allo sfinimento – e di TWILIGHT – il modesto THE NEW MOON -. Chi invece ha fatto bingo mettendo d’accordo pubblico e critica è stato il nuovo STAR TREK di J.J. Abrams, e  la rivelazione Neill Blomkamp di DISTRICT 9 – entrambi però deludenti al botteghino italiano dove ha trionfato la scemenza in salsa romana ANGELI E DEMONI -. Discreti risultati anche dal perfomance capture di Robert Zemeckis e il suo A CHRISTMAS CAROL, e dall’apocalisse straripante di 2012. Sempre da Hollywood da segnalare il terribile passo falso del nostro Gabriele Muccino che con il pasticciato e ambizioso SETTE ANIME si è messo contro tutta la critica statunitense, delusione di poco ridimensionata dalla critica nostrana prevedibilmente più benevola. Sebbene con altre proporzioni, un po’ di delusione è affiorata anche con il Michael Mann di NEMICO PUBBLICO da cui ci si aspettava di più. Il progetto sul Che Guevara di Steven Soderbergh non l’ha visto praticamente nessuno, stessa sorte anche per THE INFORMANT dello stesso regista. Per quanto riguarda altri classici, non è mancato all’appello il solito Woody Allen che con il suo BASTA CHE FUNZIONI ha recuperato un po’ di smalto; è tornato Michael Moore che con CAPITALISM: A LOVE STORY non ha però attirato troppo pubblico, forse per la verve meno irriverente del solito; i fratelli Coen invece si sono ritagliati la solita attenzione critica con A SERIOUS MAN; l’atteso nuovo lavoro di Coppola SEGRETI DI FAMIGLIA invece è stato snobbato dal pubblico e anche i fedelissimi incominciano ad averlo a noia; chi ha recuperato punti è Tarantino con il suo delirante BASTARDI SENZA GLORIA che ha si diviso pubblico e critica, ma ha di certo incassato più del solito e ha fatto discutere; risultati discreti per l’Ang Lee di MOTEL WOODSTOCK e il PARNASSUS di Terry Gilliam – sorpresa al botteghino -.

 Dal cinema di genere sono uscite delle pellicole intriganti come il divertente DRAG ME TO HELL , ritorno all’horror di Sam Raimi – a dire il vero anche un po’ sopravvalutato – e l’interessante opera prima di Duncan Jones MOON – uscita in pochissime sale -. Si sono rivelati due flop invece 500 GIORNI INSIEME e NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE, sintomo di una furbizia molto americana che in Italia non ha seguito. Tra gli States e il Canada è arrivato uno dei film rivelazione dell’anno, il gelido FROZEN RIVER di Courtney Huntcon la straordinaria interpretazione di Melissa Leo. La stagione non è stata esaltante nemmeno per quanto riguarda il cinema europeo. Dai nomi noti sono arrivati titoli altalenanti: lo spagnolo Almodovar si è ritagliato la solita fetta di attenzione con il suo GLI ABBRACCI SPEZZATI; il danese von Trier continua imperterrito ha mettere su provocazioni buone per gli ingenui fan – sempre meno numerosi – quest’anno è stata la volta di ANTICHRIST; decisamente meglio l’inglese Ken Loach e il suo inaspettatamente divertente IL MIO AMICO ERIC; controverso l’austriaco palma d’oro Haneke che con IL NASTRO BIANCO ha sfornato l’ennesimo film rigoroso che fa impazzire a prescindere critica e cinefili, ma che a noi ha convinto solo a metà.

Dal nord sono arrivati i due capitoli UOMINI CHE ODIANO LE DONNE e LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO, discreti esempi d’intrattenimento di stampo europeo. Sempre dalla stessa zona LASCIAMI ENTRARE di Tomas Alfredson piccolo caso di genere che si è ritagliato parecchi consensi, così come L’ONDA di Dennis Gansel. Dalla Francia e zone limitrofe alcuni titoli interessanti ignorati però dal pubblico come i due NEMICO PUBBLICO N.1 con Vincent Cassell, o WELCOME di Philippe Lioret. Pochi incassi anche per lo straordinariamente divertente LOUISE MICHEL, uno dei film dell’anno. Per quanto riguarda il leone d’oro LEBANON, anche in questo caso, il pubblico non ha risposto.

L’Italia ha sfornato parecchie pellicole andando incontro a infiniti flop, grazie alla furbizia della nostra distribuzione, ma anche a livello qualitativo, come al solito, c’è poco da festeggiare – dopo un 2008 che era stato incoraggiante -. Chi ha raggiunto almeno un senso cinematografico, tenendo conto dell’interesse dell’operazione e l’attenzione riscossa tra il pubblico, è stato Tornatore con il suo BAARIA, e, in parte, anche Bellocchio con VINCERE e Risi con FORTAPASC.

 A noi è piaciuto parecchio il Davide Ferrario di TUTTA COLPA DI GIUDA – ignorato però dal pubblico e anche da gran parte della critica -. Analoga sorte per la Francesca Comencini de LO SPAZIO BIANCO con la brava Margherita Buy. L’inarrestabile Michele Placido ha fatto parlare più per la sterile polemica con Brunetta che per il suo IL GRANDE SOGNO. Per il resto solite commediole di livello modesto: per fare qualche titolo citiamo EX, GENERAZIONE 1000 EURO, OGGI SPOSI, ITALIANS e DIVERSO DA CHI?. Per fortuna c’è stato qualche esordio che si è ritagliato un po’ di complimenti: quello di Valerio Mieli con DIECI INVERNI, o il Claudio Noce di GOOD MORNING AMAN, o ancora il Giuseppe Capotondi de LA DOPPIA ORA.

 Per il resto tanta mediocrità e tanti soliti nomi per i quali non ci va nemmeno di fare l’appello. Se c’è un campo dove le gioie sono state maggiori dei dispiaceri è sicuramente l’animazione: dall’oriente il grande Miyazaki ha sfornato un film minore ma sempre di qualità con PONYO SULLA SCOGLIERA; con VALZER CON BASHIR di Ari Folman ci si è imbattuti nuovamente nell’animazione matura e d’attualità, con un film difficile da dimenticare; l’americano CORALINE, cupo lavoro in 3D, ha fatto impazzire la critica, ma chi ha proprio messo d’accordo tutti è stata, manco a dirlo, la Pixar che ha realizzato il film dell’anno - ma che merita un posto tra i classici del cinema - ovvero il capolavoro di divertimento e commozione UP.

Chiudiamo con questo titolo, sperando che sia di buon augurio per la prossima stagione.

 

[27-12-2009]

 
 
 
 
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