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Periferie, i piani della riqualificazione

79 nuclei di edilizia abusiva

Si chiamano toponimi e sono quelle zone della periferia romana che ancora non hanno identità e servizi. Nati spontaneamente, senza un piano urbanistico, abitati da circa 200 mila persone, aspettano da tempo opere di riqualificazione quali strade, parcheggi, verde e servizi pubblici.

Questi nuclei di edilizia ex abusiva sono 79, sparsi in tutta la città e sono oggetto di un Bando del Comune di Roma che ha lo scopo di trasformarli in quartieri pianificati attraverso l’autorizzazione all’edificazione dei lotti di terreno ancora liberi e il completamento di quelli che sono già in parte edificati.

Il bando prevede anche che i Piani di recupero siano promossi da consorzi di cittadini, i quali dovranno presentare, entro il prossimo 30 giugno, le proposte preliminari, che una volta approvate dal Consiglio, faranno parte di un progetto definitivo che si inserirà nel Piano Casa.

La delibera che fissa i criteri prevede la possibilità di aumentare del 20% la cubatura degli edifici in cambio di maggiori oneri di concessione ed, eventualmente, l’ampliamento delle zone interessate per opere di edilizia sociale.

Per l’Amministrazione capitolina questo è un piano strategico per dare dignità a quei territori considerati marginali. Soddisfatta anche l’opposizione per l’impegno della Giunta a realizzare le opere primarie di urbanizzazione per quella fetta di popolazione che da tempo aspetta i servizi essenziali.

[21-12-2009]

 
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