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Omicidio del parcheggio di Termini

arrestati due cittadini romeni

È stato ucciso per un posto al caldo il senza tetto trovato morto il 14 dicembre in un'auto nel parcheggio vicino alla stazione Termini, in via Enrico de Nicola. Il corpo era avvolto in una coperta ed era stato trovato senza vita in una vecchia auto, dove dormiva abitualmente.

L'uomo, Alexej Petrov, era un cittadino russo di 45 anni, aveva profonde ferite al volto e al collo.

GLI ARRESTATI - Gli arrestati sono due cittadini romeni di 18 e 39 anni. Si tratta di Pavel Daniel (nato a Bucarest nel 1991) e Tofaleanu Alexander (nato in un villaggio vicino alla capitale romena nel 1970). Il capo della polizia ferroviaria ha illustrato le dinamiche dell'omicidio. "Siamo riusciti ad arrivare agli assassini - ha detto - grazie alle testimonianze di due senza tetto che avevano assistito in posizione defilata a questo delitto ed erano stati addirittura visti dai due omicidi. Uno di questi testimoni, due giorni dopo l'omicidio, è stato picchiato per intimidazione. Abbiamo interrogato a lungo i due omicidi che sono risultati essere due persone che vivono di violenza - ha spiegato ancora Carlo Casini - i due romeni avevano litigato con il russo per un posto che permettesse loro di passare la notte al caldo".

I litigi avevano una ragione nel tentativo di controllare il racket ai danni dei senza tetto che dormono nei pressi della stazione Termini: "a quanto risulta sia il russo che i romeni taglieggiavano i clochard che elemosinavano nella stazione.

In un precedente litigio, il romeno più giovane aveva avvertito il russo: "sembra gli abbia detto 'stai attento, perchè nel momento in cui mi incontri ubriaco ti farò molto male. Il russo, poi, non era certo un personaggio naif: era molto corpulento e temuto. Al momento dell'aggressione Alexander lo ha immobilizzato e Daniel lo ha colpito più volte alla faccia fratturandogli il naso e uno zigomo. Dopo, ha preso una bottiglia rotta e ha inferto più colpi alla tempia e alla gola. Tutto questo l'omicida lo ha detto nel corso dell'interrogatorio, con una freddezza disarmante, ai limiti della soddisfazione". Dopo l'assassinio i due romeni hanno sistemato il corpo del russo nell'auto-giaciglio oggetto della lite e lo hanno avvolto in una coperta. Per quanto riguarda il testimone chiave dell'indagine, il dirigente della Polfer spiega che "è stato affidato ad una struttura d'accoglienza perchè non escludiamo che i due assassini possano avere dei complici interessati a fare vendetta".

 
 

[19-12-2009]

 
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