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L'avvocato del duce

Andrea Tidona e Massimo Venturiello protagonisti di uno spettacolo intenso e drammatico

Di Giuseppe Duca

Con la messa in scena di “L’avvocato del Duce”, si è aperta a Roma la stagione teatrale del Golden.

Scritto da Vincenzo Sinopoli e Alessandro Capone, che ne ha curato anche la regia, lo spettacolo ci riporta all’anno 1943. Lo spettacolo racconta di un  colloquio tra l’avvocato penalista Francesco Carnelutti e il Duce Benito Mussolini reduce dal Gran Consiglio del  25 luglio del 1943. Incontro voluto e organizzato da Claretta Petacci in previsione di un processo che il Duce avrebbe potuto subire, nel tentativo di salvare la vita all’uomo che ama.

Un incontro duro e serrato, per preparare una difesa, dove Mussolini è costretto a ripercorrere e a difendere le sue scelte politiche come l’instaurazione della dittatura, il delitto Matteotti, la promulgazione delle leggi razziali, l’errore strategico dell’alleanza con la Germania e l’entrata in guerra.

Lo scambio tra i due uomini ci permette di analizzare a fondo l’uomo Mussolini nel momento in cui,  perso il potere, torna ad essere vulnerabile sotto tutti gli aspetti ed esposto quindi ad una fragilità in qualche modo sconosciuta e di scavare in quel rapporto d’amore così intenso che per tanti anni ha legato il Duce a Claretta permettendo di capire in qualche modo perché solo lei è rimasta con lui sino alla fine, accettando di condividere anche la morte

Il Teatro Golden propone dunque come suo primo spettacolo un testo forte che ci riporta a sfogliare quelle che rappresentano sicuramente alcune delle pagine più discusse della storia del nostro paese. A più di sessant’anni dai fatti “L’avvocato del duce” rievoca questioni che restano ancora aperte e che ancora oggi investono e toccano la nostra storia, la nostra politica e la nostra società.

Sul palco si confrontano due attori eccezionali. Andrea Tidona da corpo e voce a Benito Mussolini mentre Massimo Venturiello impersona abilmente l’avvocato Carnelutti. Con loro Irma Ciaramella che interpreta  Claretta Petacci  e Franco Silvestri che veste i panni del cronista.

Le scene sono firmate da Enzo De Camillis, i costumi da  Vera Cozzolino mentre le musiche  sono di  Marco Tiso.

[16-12-2009]

 
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