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Disegni europei

Il disegno protagonista alla galleria Oredaria Arte Contemporanee

Di Nunzia Castravelli
 
La galleria “Oredaria Arti Contemporanee” ha inaugurato ieri “Disegni Europei”.

La mostra, a cura di Laura Cherubini e Giorgio Verzotti, espone le opere di John Bock, Luca Bolognesi, Patrizio Di Massimo, Juul Kraijer, Pavel Pepperstein, Tobias Rehberger, Tanja Roscic, Nedko Solakov, Marcel Van Eeden, Fabien Verschaere, Euan MacDonald.

Undici giovani artisti di origine europea la cui ispirazione soggettiva prende forma attraverso un unico mezzo: il disegno.  

Tra le opere : “Untitled, three falling pianos” (2006), un trittico di acquerello su carta realizzato da Euan Mac Donald. Di origini scozzesi, Euan si è imposto nella scena artistica internazionale attraverso la produzione di video. Fin dai primi anni di attività, indirizza la sua arte verso l’indagine del valore originario dello spazio e del tempo.

Il suo è uno stile leggero, non d’impatto o violento, non cerca di stupire bensì elevare lo spettatore in una dimensione quieta e silenziosa. Come nel caso dei tre “falling pianos”, opera che mostra una particolare sensibilità nell’intuire i fenomeni nascosti delle cose ordinarie seducendo lo spettatore e persuadendolo a più intime riflessioni.

Al contrario, l’opera di Patrizio Di Massimo è ironica e provocatrice. “Ten Little Niggers”(2009)
è una serie di disegni a inchiostro su carta, ispirata all’iconografia coloniale. Il titolo si rifà ad un racconto di Agatha Christie, ora tradotto col titolo “ Ten Little Indians” per questioni razziali.
Nella serie l’artista tratta passato e presente allo stesso modo, il concetto stesso della realtà e della verità viene deliberatamente confuso dal suo atteggiamento ironico per costruire una nuova dimensione mitologica che provoca lo spettatore e lo persuade a riconsiderare il suo sistema di valori e opinioni. Diplomato a Brera,  Patrizio vive e lavora a Londra.  

In breve, il disegno trova nella  galleria di via Reggio Emilia una dimensione autonoma e ben precisa: basta a se stesso e si impone con la propria ragione d’essere.

Non più suddito di un progetto pittorico o scultoreo,  diventa, quindi, mezzo attraverso il quale gli undici artisti esposti raccontano, a volte in modo ironico,  la propria interiorità o la realtà circostante per dare vita ad un gioco di dettagli e sfumature  in cui il visitatore non può fare a meno di rimanere coinvolto.  
 
La mostra sarà visitabile fino al 16 febbraio 2010.

Oredaria Arti Contemporanee

via Reggio Emilia 22-24 / 00198 Roma / 06 97 60 16 89

 info@oredaria.it
martedì - sabato 10-13 16-19.30

 

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[12-12-2009]

 
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