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Da Roma a Sidney

il popolo viola del ''No B day''

L'iniziativa è partita online, una manifestazione senza colori politici per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. All'appuntamento sono giunte a Roma migliaia di persone provenienti da tutta Italia per dire "no" al premier. Sulle presenze la solita guerra di numeri: "siamo un milione", dicono gli organizzatori, "solo 90mila" ribatte la Questura. Il tutto sotto il colore viola: magliette, sciarpe e cappelli del colore scelto per rappresentare il proprio dissenso nei confronti del governo Berlusconi.

IN PIAZZA - Giunto in piazza San Giovanni, il corteo lungo quasi due chilometri, ha trovato un palco, allestito di fronte alla basilica di San Giovanni, dal quale artisti, intellettuali, politici ed esponenti di associazioni hanno espresso il dissenso Mario Monicelli ha fatto un appello ai giovani: "Chiedete uguaglianza, giustizia e diritto al lavoro. Niente più di questo. La libertà è già un'altra cosa". Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, ha preso la parola per dire: "Sono qui perché la mafia deve essere cacciata fuori dallo Stato, fuori dalle istituzioni. Sono qui perché Berlusconi deve farsi processare".

CORTEO - Il corteo si è mosso intorno alle 14, con un mega striscione di apertura con la scritta «Berlusconi dimissioni». Tra le bandiere tenute in alto dal popolo del No B-day molte si richiamano ad alcuni partiti politici, come l'Idv, Sinistra e libertá, Verdi e Prc, ma se ne vedono alcune anche del Partito democratico.

Il network di protesta www.noberlusconiday.org ha sezioni web cittadine e aspirazioni internazionali, visto che dovrebbero essere organizzate manifestazioni parallele anche in 45 città del mondo, tra cui Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna, San Francisco, Montreal e Sacramento. «Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali- si legge nel testo dell'appello - Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte».

PROTESTA IN TUTTO IL MONDO - Il network di protesta www.noberlusconiday.org ha sezioni web cittadine e aspirazioni internazionali, visto che dovrebbero essere organizzate manifestazioni parallele anche in 45 città del mondo, tra cui Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna, San Francisco, Montreal e Sacramento. «Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali- si legge nel testo dell'appello - Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte».

DALLA RETE - Il network di protesta www.noberlusconiday.org ha sezioni web cittadine e aspirazioni internazionali, sono state organizzate infatti manifestazioni parallele a Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna, San Francisco, Montreal, Sacramento fino a Sidney. Il primo appuntamento del No Berlusconi Day si è svolto, per via del fuso orario, proprio a Sydney. Cento-centocinquanta persone si sono riunite al grido di 'Berlusconi go intorno alle 13.00 (locali, le 4.00 in Italia) nella piazza davanti al consolato italiano per un raduno lanciato, sulla scia di quello di Roma, da gruppi di ragazzi sulla rete. Tra i partecipanti, in prevalenza giovani, alcuni italiani che lavorano in Australia e figli di immigrati. Ci sono stati brevi interventi, quasi tutti in inglese, che hanno sottolineato l'indipendenza della manifestazione da partiti politici. Una ragazza svedese ha voluto «condannare la mancanza di libertà di informazione in Italia» affermando che quanto succede in Italia è importante per tutta l'Europa.

 

 
 

[06-12-2009]

 
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