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La ''mano bionica'' sperimentata al Campus Biomedico

Ŕ la prima al mondo che risponde al cervello

La mano bionica è realtà, ha cinque dita indipendenti e dialoga direttamente con il cervello grazie a quattro elettrodi impiantati nel polso e nell’avambraccio del paziente.

In questo modo l’uomo non solo controlla il movimento ma riceve anche stimoli sensoriali. La mano ha dita di alluminio, i meccanismi che permettono i movimenti sono in acciaio mentre il palmo e la copertura in fibra di carbonio.

Il lavoro di progettazione e sperimentazione, chiamato “lifehand”, è tutto italiano e per metà romano, il modello di arto artificiale è stato messo a punto dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa mentre Il delicato intervento e la sperimentazione è stata realizzata da un equipe di neurologi, ortopedici, neurochirurghi e bioingegneri al Campus biomedio di Roma.

"La difficoltà principale – ha spiegato – è stata quella di individuare e isolare i nervi del braccio responsabili dei movimenti da impartire alla mano. Una volta effettuato questo lavoro certosino, abbiamo impiantato gli elettrodi al tungsteno che hanno fatto da ponte tra gli impulsi del cervello e i movimenti della mano".

Per la prima volta l’estensione di un arto amputato viene comandata direttamente dal cervello, la sperimentazione, durata un mese, è stata eseguita su un ragazzo di 26 anni italo-brasiliano rimasto infortunato durante un incidente stradale.

L'uomo è riuscito a controllare i movimenti della mano, con tre tipi diversi di presa: chiudendo il pugno, serrando le dita come una pinza e muovendo il mignolo. Il lavoro di analisi dei dati della sperimentazione sull’uomo della “mano bionica” sarà fondamentale in futuro per aumentare la qualità della vita delle vittime di incidenti, sia sul lavoro che nelle strade.

"La mano biomeccatronica – spiega e responsabile del team che ha operato il paziente - si muove come se fosse normale. Effettua i movimenti impartiti dal cervello in pochi millesimi di secondi". Ora il "cyber-uomo" sta bene e non vede l’ora che la mano robotica, sperimentata soltanto per un mese, possa finalmente diventare tutta sua. "Passeranno però almeno 3 anni – spiega Rossini - prima che il paziente possa avere definitivamente la mano robotica. Prima infatti di pensare a un impianto permanente o quasi dobbiamo ottenere tutte le autorizzazioni necessarie".

 
 

[02-12-2009]

 
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