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Il calcio in lutto

fermi campionato e nazionale

Il commissario straordinario della federcalcio Luca Pancalli, dopo la tragedia di Catania ha deciso di fermare tutti i campionati, compresi quelli giovanili. Stop anche alle partite delle nazionali: sia l’amichevole di mercoledì a Siena contro la Romania, che quella dell’under 21 martedì a Chieti con il Belgio.

Pancalli ha preso la decisione dopo un vertice telefonico con gli stati maggiori del calcio e dopo aver sentito anche il presidente del consiglio Romano Prodi, il ministro dell’interno Giuliano Amato e il ministro dello sport Giovanna Melandri. “ci vogliono misure drastiche, altrimenti non ripartiamo”.

E intanto è stata anticipata a domani mattina alle 11 la riunione della giunta del coni, riunione inizialmente in programma per lunedì. Un consiglio direttivo della lega nazionale calcio, è stato invece convocato per martedì mattina, sempre alle 11, all’hilton airport di Roma. La riunione è stata allargata alla partecipazione dei presidenti del Catania Pulvirenti e del Palermo Zamparini. Segnali forti, ma inevitabili dopo la follia che si è consumata dentro e fuori lo stadio catanese, mentre sul campo si giocava il derby siciliano, anticipato a ieri sera proprio per paura di problemi di ordine pubblico, in concomitanza ai festeggiamenti di sant’agata.

Ma è stata comunque una serata da incubo; prima la partita sospesa due volte a causa del fumo dei lacrimogeni, poi una guerriglia sensa senso, durante la quale ha perso la vita l’ispettore capo della polizia di stato Filippo Raciti. L’agente era all’interno di un’ auto di servizio quando è stato colpito allo sterno da un grosso masso. Ha respirato poi i fumi letali di una bomaba carta, che sarebbe stata lanciata dagli spalti della curva nord dell’impianto sportivo. Questa almeno la spiegazione di pochi minuti fa fornita dal pm titolare delle indagini, il sostituto procuratore Ignazio Fonzo, riguardo alla dinamica dell’incidente, che ha portato alla morte Raciti che ha lasciato una moglie e due figli.

Altri 9 carabinieri e altri 52 poliziotti sono rimasti feriti negli scontri, durati 34 minuti consecutivi. “gli ultras non si sono scagliati contro i tifosi del Palermo. Volevano noi. Questo lo sfogo di un agente, “un agguato dalla tifoseria contro i poliziotti “. Sarebbe questa una delle piste seguite dai magistrati che indagano sui terribili fatti e che questa mattina hanno compiuto un sopralluogo al massimino. Fino a questo momento sarebbero satte fermate una quindicina di persone, diversi i minori coinvolti. Nessuno dei fermati però avrebbe responsabilità dirette per la morte di Filippo Raciti.


Editoriale: Punto e accapo -politikamente-

 
 

[03-02-2007]

 
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