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La Sapienza promossa dal ministero

ma aumentano i costi

La Sapienza di Roma, la Statale di Milano e l'Alma Mater di Bologna promossi a pieni voti: almeno secondo gli indicatori di qualità introdotti dal ministero dell'Università che ha stilato una graduatoria per attribuire i 524 miliardi di euro di incentivi al merito previsti per il 2009.

Le performance degli atenei italiani si basano su nove indicatori ministeriali di qualità ttra cui spiccano il giudizio degli studenti, il numero di docenti nelle materie di base, la produzione scientifica e i docenti promossi.

Il quadro che esce fuori da una analisi dei risultati è a tinte bianche e nere: il Paese risulta spaccato in due con un centro nord più virtuso e un Sud in grande difficoltà: 8 indicatori su 9 infatti, vedono agli ultimi tre posti gli atenei al di sotto del Sarno. E se da questa classifica, stilata dal comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario emerge anche che la Sapienza, visti i risultati ottenuti, avrà più incentivi rispetto alle altre università per quanto riguarda la ricerca, c'è da sottolineare la crescita indiscriminata delle cattedre, e delle sedi periferiche, al punto che in 70 di queste c'è un corso e in altre 30 appena due.

E, ovviamente, sono aumentati i costi: + 23%, senza che la qualità dell'istruzione sia minimamente migliorata. Del resto sono aumentate anche le materie: se nel 2001-2002 erano oltre le 116 mila, oggi sono oltre le 180.000. A questi dati non certo sensazionali fa riscontro un altro dato imbarazzante: quello degli studenti che non riesce a dare neppure un esame in un anno. È il 22% del totale, un quinto degli iscritti dunque, e il 10% di questa quota fa capo a La Sapienza.

 
 

[23-11-2009]

 
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