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Roma, Totti travolge il Bari

Strepitosa tripletta del capitano contro gli uomini di Ventura: finisce 3-1. Bene il tridente con Vucinic e Menez.

Dopo la sosta, la Roma di Ranieri è attesa da una de lle sorprese di questo inizio campionato, ovvero il Bari di Ventura, che con i suoi giovani indiavolati si è scrollato rapidamente di dosso la nomea di primo candidato alla B. I giallorossi devono da un lato confermare i progressi visti a Milano con l’Inter, e dall’altro mostrare di essere in grado di costruire gioco quando c’è da fare la partita.

 Finalmente, il ritorno di Francesco Totti: senza di lui, un ciclo ai limiti del disastroso per i giallorossi di Ranieri. L’allenatore di Testaccio sfodera per la prima volta il tridente: accanto al capitano, Menez e Vucinic. In difesa, a sorpresa Andreolli impiegato accanto a Mexes e Burdisso a destra. Centrocampo a tre con Perrotta, Pizarro e Brighi. Olimpico letteralmente invaso dai tifosi del Bari, che occupano, oltre ai distinti riservati agli ospiti, ¾ di curva Nord. Gara che si rivela subito spettacolare: dopo un minuto, spunto personale di Vucinic che prova il destro a giro dai 16 metri e centra il palo. Sessanta secondi dopo, però, la retroguardia capitolina si perde incredibilmente Barreto, che si presenta a tu per tu con Julio Sergio ma conclude male addosso al portierino (che sarà protagonista). Al 5’, clamorosa ingenuità di Ranocchia che, da ultimo uomo, si fa rubar palla da Vucinic: il montenegrino è atterrato da Gillet ed è calcio di rigore. Col penalty, arriva il ritorno al gol di Francesco Totti. Gara, dunque, che si mette subito bene. Anzi, benissimo: al 13’, infatti, ancora il capitano infila Gillet con un bolide dal limite su calcio di punizione. Bastano dunque 13 minuti per capire che cosa significa giocare con o senza Totti. Al 17’, gran parata di Julio Sergio sotto la traversa su girata al volo da distanza ravvicinata di Langella. Tra il 23’ e il 25’ ci prova per ben due volte Menez (buona prova): prima con un destro rapido dal limite deviato da Gillet, e poi con un colpo a botta sicura dai 20 metri che finisce alto. Al 27’, il colpo che chiude la partita, ed è un colpo indimenticabile: si tratta di un autentico capolavoro di Francesco Totti, che infila Gillet con un sinistro magico scoccato da pochi metri dalla linea di fondo. E’ il suggello su un rientro straordinario del capitano. Al 32’, ci sarebbe l’occasione anche per il quarto gol personale, su assist di Menez, ma a tu per tu con Gillet è bravo il portiere a deviare. Nel finale di tempo, il Bari si fa vivo ancora con Langella, che prova una conclusione-fotocopia di quella di qualche minuto prima ma spara alto, e soprattutto con Barreto, che di nuovo solo davanti a Julio Sergio vede rispondere alla grande dal portiere brasiliano.

Il secondo tempo si apre con una mezza rivoluzione in casa Bari: in pochi minuti, fuori Langella, Kutuzov e Antonelli e dentro Koman, Meggiorini e Kamata. La ripresa vede una Roma più stanca e distratta, e un Bari andare più volte vicino al gol. Al 12’ gran destro di Almiron dai 30 metri che centra l’incrocio dei pali. Al 20’, nuovo svarione dei centrali difensivi romanisti, e Koman si ritrova da solo davanti a Julio Sergio, ma c’è la grande risposta del portierino. Il 3-1, meritato, arriva al 28’: su corner insidiosissimo di Almiron, Andreolli salta più in alto di Ranocchia ma spizzica di quel tanto che basta per ingannare Julio Sergio, che nell’occasione paga i 15-20 centimetri in meno rispetto alla media dei portieri. Paradossalmente, il gol sveglia la Roma. Ranieri gioca di conserva, con Menez e Vucinic fuori per Taddei e Juio Baptista. E il Bari, nonostante la pressione, non trova più la strada per rendersi pericoloso. In compenso, nel finale i giallorossi ci provano un paio di volte con Pizarro e con Riise, sempre dalla distanza, ma in entrambe le occasioni la palla esce di poco. Standing ovation finale per Francesco Totti, sostituito da Okaka.
Pochi messaggi ma chiari, da questa gara che si è rivelata più semplice del previsto: Francesco Totti è Francesco Totti. Lo sapevamo, e ci viene confermato: dalla sua tenuta fisica dipenderanno le sorti dei giallorossi (ancora una volta) in questa stagione. L’altro messaggio è che le squadre più arcigne si possono scardinare col tridente e con un atteggiamento tattico un po’ più audace. Bene Menez, Vucinic meglio delle ultime uscite anche se ancora lontano dal top. E dietro servono decisamente meno svarioni.

Simone Luciani

Roma: Julio Sergio; Burdisso, Mexes, Andreolli, Riise; Perrotta, Pizarro, Brighi, Vucinic (29' st Baptista); Menez (17' st Taddei), Totti (47' st Okaka). A disp. Doni, Cerci, Motta, Faty. All. Ranieri.
Bari: Gillet, Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi, Antonelli (14' st Kamata), Donati, Almiron, Langella (1' st Koman), Barreto, Kutuzov (14' st Meggiorini). A disp. Padelli, Diamoutene, Stellini, De Vezze. All. Ventura.
Arbitro: Gava.
Marcatori: 6' (rig.), 13' e 28' pt Totti, 28' st (aut.) Andreolli.
Ammoniti: Mexes, Andreolli, Ranocchia, Donati, Koman.

[22-11-2009]

 
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