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Mafia: 11 anni di beni sequestrati alla malavita

dalla "casa del Jazz" ai terreni utilizzati per allestire campi di lavoro

1996: passa la legge 109 sulla confisca e sul riutilizzo sociale dei beni alle mafie. Decine di proprieta’ della banda della Magliana e di malavitosi romani, ville, appartamenti, terreni e locali vengono confiscati e riutilizzati a scopo sociale.

Beni immobili che per anni sono stati abbandonati e lasciti a loro stessi, a partire dall’inizio delle confisce che risale soprattutto alla fine degli anni 80’ fino al riutilizzo del marzo del 96’.

Una rinascita all’insegna della legalità a partire da quella casa del jazz, prima roccaforte della banda della magliana, proprieta’ della triade mafia-camorra-‘ndrangheta guidata da Enrico Nicoletti e poi trasformata nel 2005 in casa della musica “povera”. Poi la villa di via di torre Morena, sempre sequestrata alla banda della Magliana, nei pressi dell’Anagnina, trasformata nel maggio scorso in luogo di accoglienza e solidarieta’ per giovani con disabilità psichice.

Senza dimenticare la bisca clandestina della camorra di via Filippo Corridoni diventata casa del volontariato, e poi le abitazioni messe a disposizione per l’emergenza abitativa, e la sede dell’associazione libera, a via iv novembre, confiscata alla camorra e solo nel 2005 assegnata a libera, associazione nata 12 anni fa e che sostiene da anni, guidata da don Ciotti, la lotta alla malavita organizzata. Un’impegno delle istituzioni, continuo, per accelerare i tempo, contro la burocrazia per il riutilizzo dei beni. Come i terreni nella provincia, coltivati per produrre i prodotti frutto delle terre confiscate o utilizzati per allestire campi di lavoro dedicati ai giovani, per non dimenticare e perche’ siano un segno di rivincita.

 
TAG: mafie
 

[02-02-2007]

 
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