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Stefano Cucchi

Caso Cucchi, trasferiti i tre medici del Pertini

il testimone ''picchiati da tre in divisa''

le foto di Stefano, dopo l'autopsia distribuite su volontà della famiglia alla stampa

I tre medici dell’ospedale Pertini coinvolti nella vicenda Cucchi saranno trasferiti provvisoriamente in altre strutture. La direzione è stata presa dalla direzione aziendale anche a tutela degli stessi medici.

Intanto è emerso che il cittadino del gambia testimone del presunto pestaggio di cucchi avrebbe detto alla procura di Roma che a picchiare “erano in tre ma non carabinieri.

Il supertestimone, che condivise con cucchi la cella del tribunale il 16 ottobre, ha messo a verbale che il ragazzo sarebbe stato picchiato  con dei calci e dei pugni mentre le guardie lo accompagnavano nel corridoio delle celle di sicurezza.
L’uomo sarà ascoltato in incidente probatorio sabato prossimo.

LE DICHIARAZIONI - "Erano in tre a picchiare, ma non carabinieri". Lo ha detto agli inquirenti della Procura di Roma, il cittadino del Gambia, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. L’uomo, è detenuto in una struttura di assistenza per tossicodipendenti è il supertestimone dell’accusa, e sarà ascoltato in incidente probatorio sabato prossimo. L’immigrato, il 16 ottobre scorso, condivise la cella con Cucchi.

"Era magro, la faccia carina, il cappuccio in testa", ricorda. E poi più avanti, spiega: "Lui dire me - traduce in modo letterale l’interprete - se ho droga, io dire ’no, non ce l’ho’, e lui dire ’io ce l’ho dentro". Rispetto all’aggressione subita da Cucchi, prima spiega: "L’hanno aggredito, gli hanno dato un calcio... carabinieri...". Poi, a domanda precisa del pubblico ministero Maria Francesca Loy, se siano stati i militari dell’Arma, risponde deciso: "No, gli accompagnatori... quindi sarà la penitenziaria". Il gambiano, più avanti nel verbale, che consta di 29 pagine, aggiunge che dalla piccola finestra ho visto che lo stavano picchiando e lui è caduto per terra. L’hanno messo in cella, è venuto uno di quelli, era gentile, gli ha dato una sigaretta". La descrizione di chi ha pestato è vaga. Il testimone dice prima che avevano tutti la divisa, anche se azzurra, poi blu infine blu chiaro. "Lo stavano portando dalla cella, circa 20 minuti prima di andare dal giudice, lui era andato in bagno".  

Intanto spuntano delle foto che documenterebbero  almeno cinque lesioni tipiche delle bruciature di sigaretta sul corpo di Stefano.

 
 

[18-11-2009]

 
 
 
 
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