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La giunta comunale presenta il piano casa

25.700 alloggi e aiuti per chi non riesce a pagare l'affitto

Dopo il passo falso della scorsa settimana la giunta ha oggi approvato la delibera quadro sul piano casa: entro il 2015 saranno pronti 25.700 alloggi di cui 3.000 da destinare all’edilizia residenziale pubblica.

A questi si aggiungono 9.000 alloggi previsti dal piano regolatore e 11.900 famiglie che saranno sostenute nel pagamento di un affitto grazie all’erogazione di un contributo comunale.

Il Piano casa approvato dalla giunta capitolina si propone di "dare una risposta - ha detto l'assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi - anche alle fasce sociali che corrispondono al ceto medio". Fasce sociali che non sono propriamente in emergenza ma che non trovano "alloggi ad un prezzo equo".

Il Campidoglio ha deciso per la realizzazione di 25.700 alloggi dopo un indagine del cresme del 2009 che ha quantificato il fabbisogno abitativo di roma in 46.600 alloggi. Una vera e propria emergenza che prima colpiva soprattutto i ceti piu’ bassi e invece ora l’incubo del mutuo o dell’affitto troppo alto interessa piu’ famiglie romane

"Questa manovra - ha detto il sindaco commentando la delibera - e' importantissima, perché ci consente di realizzare alloggi per l' housing sociale che nel Piano regolatore non erano previsti".

Per queste famiglie, il comune propone di realizzare alloggi in housing sociale, ovvero a canone concordato. Tra i primi provvedimenti, promette il campidoglio, ci sarà l’acquisto di 167 alloggi con una spesa di 32,2 milioni di euro che saranno destinati entro la fine dell’anno all’edilizia residenziale pubblica.

Tra gli altri strumenti per realizzare alloggi saranno pubblicati due bandi: uno per il cambio di destinazione d'uso dei fabbricati industriali o commerciali e uno per il cambio di destinazione d'uso di aree, da non residenziali a residenziali.

Le categorie sociali che possono accedere a questi contributi sono, secondo l'art.11 del decreto 112 del 2008, i nuclei familiari e le giovani coppie a basso reddito, gli anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, gli studenti fuori sede, chi è sotto sfratto e gli immigrati regolari, residenti da almeno 10 anni in Italia.

 
 

[18-11-2009]

 
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