di Simone Chiaramonte
Roma è stata l'ultima tappa del tribolato iter del trattato di Lisbona. In occasione di una cerimonia semplice a palazzo Farnese, il primo ministro ceco Jan Fisher ha consegnato al ministro degli affari esteri Franco Frattini il documento firmato il 3 novembre da Vaclav Klaus: l'ultimo tra i presidenti dei 27 paesi membri a siglare l'accordo dopo numerose reticenze. Con il deposito degli ultimi strumenti di ratifica nella capitale italiana, il trattato è prossimo ad entrare in vigore.
"Siamo testimoni di un avvenimento straordinario ed una straordinaria situazione- ha dichiarato Jan Fisher (vedi video Euronews)- siamo alla fine di un processo di ratifica e all'inizio della costruzione di una Europa più forte, più efficace".
Il trattato implementerà considerevolmente gli accordi istitutivi dell'Unione. Verrà rafforzato il ruolo del Parlamento europeo e si darà ai cittadini una maggiore possibilità di partecipare ai processi decisionali. Cambieranno le procedure decisionali degli organi già esistenti e ne verranno introdotti di nuovi. Verrà finalmente integratala la Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo.
Alla testa di questa Europa c'è bisogno di un presidente. I 27 lo designeranno giovedì, assieme all'altra nuova figura introdotta dal trattato ossia l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri: fra i socialisti sarà una sfida a tre fra il primo ministro belga Herman Van Rompuy, il ministro degli Esteri inglese David Miliband e Massimo D'Alema.
IL TRATTATO DI LISBONA (dal sito ufficiale dell'Unione europea)
[15-11-2009]
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