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Mai note burrose

Renato Mambor torna con una grande mostra allestita all'AuditoriumArte

Di Alessandro Tiberi
 
Mai ovvio, mai convenzionale, Renato Mambor torna con una grande installazione presentata in anteprima nella mostra allestita fino all'1 dicembre all'AuditoriumArte. Ideato appositamente per il Parco della Musica, il nuovo lavoro “Mai note burrose” ha uno spunto musicale, ma è soprattutto un altro tassello della ricerca infinita dell'artista romano, che si ricollega alle opere storiche (come la bellissima serie degli oggetti dei primi anni '60) e allude a quelle che verranno.

Presentata l’altra sera dal Presidente della Fondazione Musica per Roma Gianni Borgna, la mostra e' stata curata da Gianluca Ranzi, che ha voluto affiancare alla nuova installazione alcuni capisaldi dell'arte di Mambor, pioniere del Concettuale e tra i protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo con Schifano, Festa, Angeli, Pascali. Oltre agli Oggetti, non mancano le sagome di “Ombra Immutabile”, presentata alla Biennale di Venezia del 2007, un ambiente chiuso, immobile, monocromo che richiama gli Uomini statistici ideati dall'artista cinquant'anni fa. "Quando mi hanno proposto di allestire anche alcuni dei miei primi lavori - ha detto Mambor - non sono stato troppo contento della proposta curatoriale, ma ho accettato questa convivenza e adesso mi è più chiaro il filo tra passato e presente che collega le opere". Senza contare che dal passato si riconosce il futuro, una proiezione come sempre nel segno della sperimentazione. Ciò che contraddistingue il lavoro di Mambor è la sua capacità di vincolare in un abbraccio il rapporto con l'osservatore, con il pubblico, cui l'opera arriva in modo assolutamente diretto, eppure senza scandali, senza clamori. Così le sagome di “Ombra Immutabile” rimandano agli Uomini statistici tracciati sulle tele agli esordi di una lunga carriera. E di nuovo manipola gli oggetti, come quelle mollette di legno per appendere i panni, assemblate su superfici monocrome, verdi, blu, per dare luci e ombre.

Adesso gli oggetti sono infatti gli strumenti musicali, muti nella loro essenza, propaggini di vaste campate di emozionante colore.

"Mai note burrose", raccomandava il geniale Miles Davis a un altro grande musicista, Herbie Hancock, invitando il collega alla continua invenzione, alla sfida perenne. La stessa che Mambor ha accettato.
 
 

[13-11-2009]

 
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