di Francesco Picerno
Quattro coppie si preparano al matrimonio: tra incomprensioni familiari e difficoltà di ogni tipo la strada fino all’altare non sarà semplicissima..
Coadiuvato dal trio di sceneggiatori Martani, Brizzi e Bonifacci, Luca Lucini, dopo l’episodio drammatico di SOLO UN PADRE, dirige una commedia degli equivoci che analizza problemi prematrimoniali alquanto estremi e improbabili: protagonisti due ragazzi precari - un poliziotto pugliese e una ragazza indiana - una massaggiatrice e un giudice imbranato e, per finire, una soubrette e il suo compagno imprenditore.
Il racconto, fatto ad incastri, ricorda molto da vicino certe commedie italiane, con una confezione da esportazione. Pur puntando su un umorismo vivace ed eccessivo, il film purtroppo gioca con situazioni abbastanza grossolane e specialmente nella prima parte è messo in scena con molta approssimazione. La sensazione, anche avendo a che fare con una commedia svelta e incessante, è quella di vedere per l'ennesima volta lo stesso tipo di film italiano che si regge su un divertimento piatto e oramai - storicamente - ripetitivo.
A rendere il tutto più originale e interessante è probabilmente la conclusione finale - la celebrazioni dei quattro matrimoni -, dove il tono surreale e grottesco si accentua e il regista e gli sceneggiatori spingono di più l'acceleratore sugli equivoci, dando al rito del matrimonio il connotato della farsa con qualche punta di originalità in più. Per quanto concerne il cast, nota di merito per la brava Isabella Ragonese e al personaggio di Placido - che pur eccessivo e sin troppo caricaturale - riesce a strappare almeno qualche sorriso.

[13-11-2009]
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