Giornale di informazione di Roma - Lunedi 11 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

La variante di Lüneburg

spettacolo tratto dal romanzo di Paolo Maurensig

Di Giuseppe Duca
 
Sabato 21 novembre alle ore 21 al Teatro Comunale Traiano di Civitavecchia Matteo Setti e Walter Mramor saranno in scena con “La variante di Lüneburg”, tratto dal romanzo di Paolo Maurensig.

Attraverso la metafora del gioco degli scacchi, racconta gli orrori dell'olocausto e diventa in breve tempo un best seller internazionale tradotto in tutti i paesi del mondo, compresi Cina e Giappone.

Il progetto teatrale prende il via dall’assenso dell’autore a trasporre in “fabula in musica” il suo romanzo d’esordio.

La produzione ha previsto la riscrittura del testo da parte dello stesso Maurensig sia della parte narrata che delle canzoni, la composizione delle musiche a firma Valter Sivilotti, eseguite da lui stesso al pianoforte, la partecipazione di Matteo Setti, acclamato interprete di grandi musical (“Rent” nella produzione di Nicoletta Mantovani e Luciano Pavarotti, e soprattutto “Notre Dame de Paris”) di Walter Mramor quale voce recitante, della soprano solista Franca Drioli, del sassofonista Alex Sebastianutto e del Coro in loco per una maggior condivisione del progetto e coinvolgimento del territorio. “E’ stata proprio la peculiarità tipica del teatro, la possibilità cioè di far uso di un'essenzialità portata agli estremi, che mi ha convinto - confessa Paolo Maurensig -. Estrapolare un testo essenziale e scrivere le parole per le canzoni, mi hanno rinnovato l'emozione provata a suo tempo nello scrivere il romanzo”.

Nel giardino di una splendida villa nei dintorni di Vienna, in mezzo ad una grande scacchiera di marmo e ardesia posta al centro di un labirinto di piante giace, immerso nel suo stesso sangue, il corpo del facoltoso proprietario. Un colpo di pistola ha messo fine alla sua vita. Omicidio? Suicidio? Disgrazia? Ancora una volta il gioco degli scacchi assurge a metafora della crudeltà umana, della lotta perenne tra il bene e il male.

Il testo è fondato su un lungo flash back. Il giovane narratore, Hans, si assume la responsabilità dell’apparente suicidio di un grande esperto di scacchi, il signor Frisch. Più tardi si scoprirà che anche Hans è un campione di scacchi ed è stato allievo del misterioso Tabori “un uomo che ha giocato all’inferno”. L’inferno di Tabori, di famiglia ebrea, è stato quello del lager. Un ulteriore e personale inferno era stata poi la durissima, cinica partita a scacchi in cui aveva dovuto affrontare l’ufficiale nazista Frisch: la posta in gioco allora non erano le semplici pedine sulla scacchiera ma le vite vere e innocenti di tanti internati, per la cui salvezza Tabori si batte in una guerra infinita e tesissima.

Sarà Hans ad accogliere il segreto del Maestro, ormai giunto alla fine dei suoi giorni, e a spegnere per sempre l’ombra di quell’inferno, inducendo Frisch al gesto finale, ancora una volta attraverso una sfida all’ultimo respiro, sulla scacchiera.

Nello spettacolo i temi musicali rivelano delle particolarità melodiche riconoscibili all’ascolto. “L’individuazione di questi nuclei melodici è stata la fase determinante di tutto il lavoro – spiega  Valter Sivilotti - perché proprio questi elementi primi hanno ispirato la costruzione della macrostruttura drammatica dell’opera. Le canzoni che si alternano nello spettacolo manifestano in maniera esplicita gli elementi creativi: il passaggio dalla densità cromatica delle prime melodie, a quello diatonico, vuole rappresentare la vittoria dell’assoluto sull’essere umano”.  
 

 
 

[11-11-2009]

 
Lascia il tuo commento