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Morte Cucchi, primi indagati

scoppia il caso Giovanardi

Arrivano i primi indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Omicidio preterintenzionale è l’ipotesi di reato per la morte del giovane arrestato la notte tra il 15 e il 16 ottobre e deceduto il 22 ottobre.

Un’inchiesta scomoda sulla quale a Piazzale Clodio si mantiene massimo riserbo sui nomi e il numero degli indagati. Secondo indiscrezioni, i provvedimenti sarebbero rivolti a coloro che furono in contatto con Cucchi fino al suo ricovero: carabinieri e agenti penitenziari, ma anche detenuti di Regina Coeli.

Sulla vicenda è in corso anche un'indagine parallela che riguarda la degenza di Cucchi prima nell'ospedale Villa San Pietro e poi al Sandro Pertini, dove Cucchi è morto. Al momento, quindi, non ci sarebbero medici coinvolti nel lavoro dei pm Barba e Loy. Sul fronte dell'attività istruttoria, è iniziata oggi la consulenza da parte dei medici legali della Sapienza incaricati di esaminare le risultanze degli accertamenti autoptici.

Le indagini sono ancora aperte a 360°: al vaglio ci sarebbero anche ipotesi di reato per omicidio colposo per eventuali inadempienze da parte dei medici che hanno avuto in cura il 31enne.

Intanto, sono state forti e immediate le reazioni alle parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, che in un’intervista radiofonica si è detto certo che la morte di Cucchi sia da addebitare alla droga, all’anoressia e alla sieropositività. Quest’ultima sempre smentita dalla famiglia. “Mi auguro che il sottosegretario smentisca o rettifichi al più presto frasi incredibili” ha tuonato tra i tanti anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ha anche chiesto intervento al premier Berlusconi “per riportare la condotta del governo su una linea di umanità politica e giuridica”.

 
 

[09-11-2009]

 
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