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Le fuggitive

Valeria Valeri e Milena Vukotic al Teatro Ghione

Di Giuseppe Duca
 
Valeria Valeri e Milena Vukotic sono le straordinarie protagoniste dello spettacolo “Le Fuggitive” di Pierre Palmade e Christophe Duthuron, per la regia di Nicasio Anzelmo, in scena al Teatro Ghione fino al 22 novembre.

Il testo, mai rappresentato in Italia, ha avuto un enorme successo in Francia dove è stato uno degli spettacoli più visti, in particolar modo  Parigi, dove tutte le repliche portavano la dicitura “tutto esaurito”.

Su una strada, si incontrano due donne. La prima in fuga dalla Casa di Riposo che la ospita, l’altra, con il vestito delle occasioni, in fuga dalla festa del 20° compleanno della figlia. Si incontrano per caso facendo l’autostop per allontanarsi, fuggire appunto, dalla routine giornaliera e da un mondo che le avvolge loro malgrado. Due vite che si incontrano e da quel momento  si intrecciano. Il loro è un autostop che li porterà a condividere esperienze a loro sconosciute. Due donne con due caratteri molto diversi e, a modo loro, complementari. La prima è un’anziana donna arzilla e ancora piena di vita, che affronta gli ostacoli con molta disinvoltura, una donna che ha sempre vissuto indipendentemente dei fatti della vita. L’altra, invece, succube di una famiglia che la sempre trattata come un elettrodomestico. Due vite a confronto in un susseguirsi di avventure.

E’ un testo di una grande attualità pieno di humor, ma non per questo privo di contenuti. “Sono infatti i contenuti che ti fanno amare questo bellissimo lavoro destinato al teatro – confessa il regista -. La vita di due signore per bene che decidono, per continuare a vivere, di ribellarsi  all’universo che le circonda e ribellarsi così alle regole che lo stesso, attraverso gli uomini, detta. Un mondo che non guarda i bisogni e i sentimenti, un mondo che non rispetta la sensibilità dell’animo umano, un mondo fatto di regole e sfruttamenti”.

La storia si articola in varie quadri legati uno all’altro dall’evoluzione della storia. Da una strada provinciale, nel fare l’autostop, all’esperienza di dormire all’addiaccio, poi nel “servire” in una fattoria, un tentativo di suicidio da un ponte di una delle due, ad un cimitero che successivamente li conduce, abusivamente, dentro una casa e quindi, di conseguenza, in prigione con l’accusa di furto. Ripescate dei rispettivi familiari si ritrovano a rifare la stessa vita di prima. “Si tratta di una vicenda che ti fa ridere, e non sorridere, della tragicità dell’esistenza umana, delle piccolezze a cui siamo legati – conclude Anzelmo -. E’ un inno alla gioia e alla libertà. Non ha mai momenti di ‘stanco’ è sempre un crescendo fra le varie avventure. I ritmi sono serrati, ritmi che  toccano in molti punti la comicità assoluta, sia per l’assurdità delle situazioni sia per l’assurdità delle parole legate alle situazioni”.

Il Teatro Ghione è in via delle Fornaci 37. Tel. 066372294.

[09-11-2009]

 
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