Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Corteo per Stefano Cucchi

polizia contestata, in centinaia per il giovane morto dopo l'arresto

Momenti di tensione al corteo per ricordare Stefano Cucchi, il ragazzo morto il 22 ottobre all'ospedale Sandro Pertini a sei giorni dall'arresto per detenzione di stupefacenti, il ragazzo era stato arrestato con 30 grammi di hashish.

La manifestazione organizzata da alcuni centri sociali della Capitale per chiedere "Verità e giustizia per Stefano Cucchi" si è mossa al grido di "assassini" rivolto verso la Polizia.

I manifestanti, circa 1.500 secondo gli organizzatori, sono partiti da via dell'Acquedotto Alessandrino nel quartiere popolare di Tor Pignattara diretti a via Ciro da Urbino, dove abitava Stefano Cucchi. Qui, sul portone del palazzo, i condomini hanno messo uno striscione con le foto del giovane morto il 22 ottobre e la scritta: "Stefano, il tuo sorriso rimarrà impresso per sempre nei nostri cuori".

Nel corteo tanti ragazzi, immigrati e gente del quartiere. Presenti anche l'assessore regionale Luigi Nieri e il consigliere provinciale Gianluca Peciola. "E' stato ucciso dallo Stato - ha gridato uno dei manifestanti al megafono - è l'ennesima vittima della stagione della repressione italiana".

Attimi di tensione hanno preceduto l'inizio della manifestazione. Bottiglie di vetro sono state lanciate contro le camionette delle forze dell'ordine da un gruppo di manifestanti. Poi, quando il corteo era ormai finito e il grosso dei partecipanti se ne stava andando, alcuni cassonetti sono stati rovesciati e incendiati. Un grosso petardo è stato lanciato in direzione della polizia e oggetti sono stati lanciati verso persone ritenute agenti in borghese. gli agenti hanno reagito lanciando lacrimogeni in via di Torpignattara.

LA FAMIGLIA - "Tutte queste manifestazioni d'affetto ci scaldano il cuore. Chiediamo dignità per la morte di Stefano". Queste le parole di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che si è unita al corteo insieme ai genitori, Giovanni e Rita, scesi da casa quando i manifestanti hanno raggiunto via Ciro da Urbino. "Mio fratello non è un eroe ma una vittima - ha continuato Ilaria - ma questo non giustifica quello che gli è accaduto e perciò chiediamo giustizia. Nonostante gli sbagli e le fragilità non meritava di finire così in solitudine la sua breve vita. Quello che chiediamo è che altre persone non debbano passare quello che ha passato Stefano". In risposta agli episodi di violenza durante il corteo la famiglia ha espresso solidarietà verso la polizia: "Non può essere la violenza a farci giustizia, siamo addolorati per quanto accaduto durante la manifestazione".

 
 

[07-11-2009]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE