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Test antidroga per i parlamentari

ma i nomi restano segreti

Cannabis, eroina, cocaina, anfetamine. Ma davvero i luoghi della politica sono delle "narcosale"? Certo i cittadini, soprattutto dopo il caso Marrazzo, qualche dubbio ce l’hanno e proprio per dare un segnale di trasparenza il sottosegretario con delega alla droga Carlo Giovanardi, ha comunicato che nel corso della prossima settimana, i parlamentari che lo vorranno potranno sottoporsi al drug test.

E’ un’iniziativa simbolica, probabilmente anche rischiosa visti i precedenti, ma sono in  molti a ritenere che vada apprezzata e così sono numerosi  parlamentari che si sono detti disponibili al controllo.

Anche Alemanno, che ha effettuato per primo il test, ha ribadito la necessità di estenderlo a tutti coloro che hanno cariche pubbliche, in Comune, Provincia e Regione e anche in questo caso la disponibilità dei nostri amministratori è stata pressoché totale.

Tutti d’accordo, dunque, e tutti pronti a riempire il vasetto sterile per dimostrare di non avere il cervello offuscato, ma senza l’effetto sorpresa che in questo tipo di ricerca è fondamentale. L’analisi delle urine proposto da Giovanardi, infatti si limita ad accertare la presenza di residui di droga consumati nelle ultime settimane e non permette di rilevare se il soggetto abbia fatto uso di sostanze stupefacenti in precedenza. Cosa che invece avviene con l’analisi del capello. Ma proprio per questo il sottosegretario ha comunicato che un ulteriore esame di questo tipo potrà essere effettuato, da chi lo vorrà, presso alcune strutture accreditate.

Quanto ai risultati, non conosceremo mai i nomi dei parlamentari che fanno uso di droga, ma solo il dato aggregato, vale a dire il numero di coloro che risulteranno positivi al test.

La privacy va rispettata, certo, ma ci auguriamo che questa operazione non dia solo una mano di bianco lì dove il colore bianco fa pensare a tutt’altra cosa.

[06-11-2009]

 
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