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Niki de Saint Phalle

esplosione di colori al Museo del Corso

di Nunzia Castravelli

Foto Dario Pironti

Sono le opere di  Niki de Saint Phalle protagoniste indiscusse dell’attuale mostra allestita presso il Museo del Corso. A sette anni dalla sua scomparsa, la Fondazione Roma, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele rende omaggio ad una delle figure  chiave della scena artistica internazionale degli anni 60, portando in anteprima in  Italia una mostra antologica di 100 opere, tra sculture e dipinti.

L’esposizione si presenta come un percorso ricco di  forti contrasti cromatici, testimone di un animo profondo e provato da un forte conflitto interiore. L’artista francese ( ma newyorkese d’adozione) ha, infatti, sofferto di un esaurimento nervoso dal quale è guarita grazie all’arte. Arte come terapia quindi, salvezza non solo per chi la produce ma anche per chi l’osserva. Ma l’arte di Niki è anche arma contro le convenzioni sociali, mezzo per esprimere l’inquietudine universale in maniera assolutamente personale. Nel contesto della ribellione giovanile verso le aggressioni mondiali; dall’Algeria, al Biafra, dal Vietnam alla Cecoslovacchia. Niki de Saint Phalle è diventata famosa grazie ai Tiri: una serie di azioni durante le quali l'artista stessa, aiutata a volte dal pubblico, spara su rilievi in gesso dove si trovano dei sacchetti di pittura che esplodono al momento dell'impatto.  

 Il percorso artistico individuato dal curatore Stefano Cecchetto allinea, quindi, numerosi dipinti del primo periodo dell’artista, degli anni cinquanta e sessanta, insieme alle celebri sculture policrome, Les Nanas, (le ragazze) per le quali Niki de Saint-Phalle è famosa in tutto il mondo.

 Bambole dalle forme rotonde di 12 o anche 15 metri d’altezza, in poliestere dipinto, realizzate sull’onda del movimento femminista, emblema dell’ esplorazione e della rappresentazione dell’universo femminile. I colori forti esprimono l’incontenibile energia dell’ispirazione che ha guidato l’artista francese. La stessa energia che emerge dalle sue sculture nel paesaggio “Il giardino dei Tarocchi”, realizzate nel 1979 insieme al marito Jean Tinguely, celebre scultore svizzero, nella tenuta dei Caracciolo a Capalbio, di evidente stampo gaudiano.  

Niki ha vissuto in California i suoi ultimi anni, documentati nella serie di serigrafie Diario Californiano. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2002, è stata fondata l'organizzazione no-profit Niki Charitable Art Foundation allo scopo di promuovere la sua arte.

Grazie all’impegno della Fondazione Roma e di Arthemisia Group, tutti i bambini fino a 14 anni potranno visitare la rassegna con ingresso gratuito. Una iniziativa che si incontra con lo speciale rapporto che Niki de Saint-Phalle aveva con i bambini: l’artista li invitò spesso a fruire da vicino le sue coloratissime opere.

NIKI DE SAINT PHALLE 
Roma, Museo Fondazione Roma  
4 novembre 2009 – 17 gennaio 2010  
ingresso gratuito fino a 14 anni  
info: 06.62288877  
web: www.nikidesaintphalle.it

[05-11-2009]

 
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