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Influenza A, caos nei pronto soccorsi

''si stanno creando inutili allarmismi''

Il bimbo di dieci anni morto all'ospedale villa san Pietro non è deceduto per complicanze da influenza A, il piccolo si era improvvisamente aggravato ed era già affetto da una polmonite batterica, oggi sono arrivati i risultati delle analisi che smentiscono cause legate al virus H1N1.

Intanto pronto soccorsi intasati e super lavoro per i medici di famiglia, l’influenza a è arrivata in anticipo ed il picco sarebbe atteso per fine mese ed i romani preoccupati hanno intasato nel week end i nosocomi.

Per il momento le asl stanno seguendo le direttive del ministero; è partita infatti la fase 1 che prevede la vaccinazione del personale degli ospedali (fino ad ora solo il 30% ha deciso di vaccinarsi), le donne in maternita’ oltre il 6° mese e le persone più a rischio, cioè quelle con patologie gravi.

Il professor Carlo Alberto Perucci, del dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, ci tiene però a spiegare: “non bisogna farsi prendere dal panico perché questa influenza non è più aggressiva di altre”.

"Mi sembra che qui si stiano creando inutili allarmismi, dice Perucci, direttore dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale, questa influenza è meno aggressiva di una influenza normale, è sicuramente più facile che si diffonda il contagio ma non provoca più complicanze di una influenza stagionale".

Intanto in città aumentano i casi di influenza A: al Policlinico Gemelli sono sei i nuovi pazienti ricoverati per il virus, tra questi c’è una bimba di 7 anni assistita in terapia intensiva pediatrica e una donna in rianimazione. Gli altri quattro pazienti, adulti, sono ricoverati in clinica delle malattie infettive.

Al policlinico Umberto I continuano ad essere stazionarie le condizioni dei piccoli pazienti ricoverati presso il dipartimento di pediatria, cinque di loro risultano essere positivi al test del virus.

E proprio al policlinico Umberto I questa mattina decine e decine di genitori sono andati al reparto di pediatria preoccupati per una febbre sospetta.

"Ai genitori dico che non bisogna preoccuparsi -continua Perucci- i bimbi a rischio sono i piccoli che già soffrono di gravi patologie, quindi non bisogna correre al pronto soccorso piuttosto se ci sono problemi sentire il proprio pediatra".

LE REGOLE DA SEGUIRE PER LA SALUTE DEI BAMBINI

 
 

[02-11-2009]

 
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