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Tango romano
 
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Viaggio in Argentina

Tutto era iniziato una decina d’anni fa, ero in crisi con mio marito e feci un viaggio in Argentina. La mia amica Doris, che mi aveva coinvolto in quella breve vacanza di riflessione, aveva visto il film di Sally Potter “Lezioni di Tango” e ne era rimasta entusiasta. Così niente Pampas, Patagonia e Petito moreno, ma Buenos Aires, Buenos Aires, Buenos Aires.
Dormivamo e andavamo alle lezioni, la sera a ballare. Cercavamo quello che nella vita avevamo sempre inseguito: la sintesi di un amore.

Molte allieve erano giapponesi e tedesche, tra i maschi molti italiani e americani. Durante le lezioni… adelante! Atras! Mira, mira, la pierna… avevo intuito che qualcosa non andava, esattamente come quando Doris mi aveva mostrato il film. Sally Potter s’era cucita la pellicola addosso…. Avrebbe potuto usare Sharon Stone o Melanie Griffith, se non altro per il rispetto di certe regole estetiche! Invece usò lei stessa: una donna tutta cervello, indurita dalla vita, che cerca nel tango la scappatoia erotica.

Così, durante una lezione, mi voltai di scatto, per guardarmi sull’enorme specchio del salon…per vedere se ci fosse sul mio viso un qualcosa per mandarmi avanti, di più idoneo. Cercai a fatica una leggera vena torbida, un qualcosa che restituisse un profumo, di più: un odore! Un effluvio inebriante. Lo trovai, e quella fu la vera lezione.
Ed eccomi qui, un animale notturno, che vado a ballare nelle Milonghe romane. Cerco invano la pantera rosa. Stasera dii Peter Sellers non c’è neanche l’ombra.

Cornelia

[30-01-2007]

 
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