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Le vittime di un calcio in coma irreversibile

Vincenzo Paparelli, Antonio De Falchi, Gabriele Sandri: ''Cuore tifoso'' in ricordo di Paparelli.

Sono passati trent'anni dal quel tragico derby Lazio-Roma dove morì di Vincenzo Paparelli.

Mercoledì sera, nell'anniversario dalla sua scomparsa, il capitano biancoceleste Tommaso Rocchi ha portato un mazzo di fiori depositandola sotto la curva nord, proprio nel punto in cui un maledetto razzo lanciato dalla curva romanista uccise lo stesso Paparelli.

In questi trent'anni non si è mai voluto dimenticare la figura del tifoso biancolceleste, vittima di un calcio violento dove ogni pretesto è buono per lanciare sassi contro le forze dell'ordine e devastare una manifestazione sportiva che dovrebbe essere fatta di gioia e divertimento. Paparelli è stato ricordato al Centro canottieri Lazio, dove è stato presentato il libro in suo ricordo dal titolo "Cuore tifoso", alla presentazione c'erano il figlio Gabriele, Giorgio e Cristiano Sandri, rispettivamente padre e fratello di Gabriele Sandri.

Anche Antonio De Falchi merita di ritornare nelle nostre menti; in quel terribile giugno del 1989 un'altra giovane vita venne stroncata dalla feroce violenza di alcuni ultrà milanisti appartenenti alla vecchia Fossa dei Leoni, i quali vivevano nell'odio totale per la città di Roma e pensarono bene di eliminare un tifoso, non ancora diciannovenne, che giunse a Milano soltanto per incitare il suo grande amore, la squadra giallorossa.

Di queste tre morti violente che hanno profondamente ferito la Roma sportiva, rimangono delle grosse ferite che molto difficilmente potranno riemarginarsi.

Marco Chinicò

 

 

[31-10-2009]

 
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