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Il nastro bianco

di Michael Haneke. Con Ulrich Tukur, Susanne Lothar

 di Svevo Moltrasio 

Nel nord della Germania in un paesino di provincia nei primi del Novecento la vita segue pacificamente il susseguirsi delle stagioni: i padri lavorano e le madri badano alle case e ai bambini. Dopo l'incidente del medico locale, la situazione sembra destabilizzarsi..

A due anni dal remake americano di FUNNY GAMES, l'austriaco Michael Haneke è tornato alle origini girando un film nella propria lingua e senza star europee. Con una coproduzione europea, il film, scritto dallo stesso regista, presentato a Cannes, ha segnato un altro trionfo per l'autore nella prestigiosa kermesse.

In uno splendido e netto bianco e nero, con chiari rimandi al vecchio cinema nord europeo, Haneke racconta la vita di un villaggio di pronvincia nella Germania alle soglie della prima guerra mondiale. Seguendo l'alternanza delle stagioni, il racconto si sofferma su diverse famiglie dando vita ad un grande romanzo sociale. Dietro ad alcuni avvenimenti sanguinosi si nasconde l'affresco di una società severa quanto fragile che porta già in se il germe della violenza che esploderà di li' a pochi anni.

La messa in scena, come sempre nei film del regista, è estremamente rigorosa e la costruzione dei personaggi attenta e puntuale. Si respira aria di grande cinema dietro ogni scena ma si ha la sensazione che gli argomenti trattati restino solo in superficie. L'intreccio, che si risolve solo parzialmente, non si evolve fino in fondo e alla fine, paradossalmente, il ritratto corale che esce è un po' di maniera. Inoltre, nonostante non manchi di tensione, il film è fin troppo freddo, cosi' che i misfatti cui lo spettatore assiste rischiano di non sconvolgerlo più di tanto.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - haneke
 

[30-10-2009]

 
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