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Mostra di David Stoupakis e Silvia Idili

ispirata all'alchimia e alle suggestioni junghiane

Il pop surrealismo si tinge di rosso, o meglio di “Rubedo”. Questo il titolo della prossima iniziativa proposta dalla Dorothy Circus Gallery, che  inaugurerà la nuova stagione espositiva il prossimo 31 ottobre, con le mostre personali di David Stoupakis e Silvia Idili. Il passionale talento del ben noto genio newyorkese e gli scenari inquieti della giovane e promettente artista italiana saranno fusi in unico show, incentrato sul suggestivo tema della rubedo, il colore del sangue, chiamato a evocare il mondo dell’alchimia.

L’ispirazione al rosso della rubedo, quarto e ultimo stadio dell’opus alchemico, in cui il sangue permetteva la purificazione finale nella definitiva fusione di spirito e materia, riporta non a una tetra e mortale Halloween ma a un pulsante carnevale noir, insolito strumento di purificazione ed elevazione.

La rassegna si compone di diciotto opere: dodici inedite di Silvia Idili create appositamente per questa mostra,  e sei di Stoupakis, di cui cinque inedite.

Le opere di David Stoupakis, artista autodidatta, creatore di copertine per magazine e album musicali, e Silvia Idili, giovane artista lanciata da Dorothy Circus Gallery nel 2008, sono state appositamente create per questo tema e permettono di rievocare il mondo dell’opus alchemico e le suggestione junghiane, colorandole di un sentire tutto contemporaneo, in cui il sangue e il colore rosso che lo richiama si tingono di nuovi e inediti significati. Sono chiave di volta di quel viaggio dell’essere, tratteggiato da Jung, teso al raggiungimento di una sublime consapevolezza: “Nello stadio dell’albedo, non si è vivi nel vero senso della parola. E’ una sorta di stato astratto, ideale. Allo scopo di renderlo vivo, necessita di ‘sangue’, necessita di ciò che gli alchimisti chiamavano la rubedo, il ‘rosseggiare’ della vita. Solo l’esperienza totale dell’essere può trasformare questo stato ideale in un modo di esistere completamente umano. Soltanto il sangue può rianimare uno stato glorioso di consapevolezza in cui l’ultima traccia di nigredo è dissolta, in cui il Male non ha più un’esistenza autonoma ma si ricongiunge alla profonda unità della psiche. Allora l’opus magnum è concluso: l’anima umana è ora completa”.

La mostra chiuderà i battenti al Dorothy Circus Gallery (Via Nuoro, 17) il prossimo 16 gennaio.

Ingresso libero.

[29-10-2009]

 
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