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Manuale d'amore 2 (capitoli successivi)

di Giovanni Veronesi. Con Carlo Verdone, Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini

di Svevo Moltrasio 

Un ragazzo in carrozzella s’innamora della nuova fisioterapista; marito e moglie non riescono ad avere un figlio e volano in Spagna, stessa meta di una coppia di gay; intanto un cinquantenne vive una sfrenata storia d’amore con una ragazzina (manco a dirlo, spagnola).

Dopo il primo capitolo campione d’incassi di due anni fa, Giovanni Veronesi rispolvera le sue lezioni sull’amore senza cambiarne di molto la formula: qui è il dj Claudio Bisio ad introdurre le nuove quattro storie dove si segnalano anche alcuni sopravvissuti del primo episodio, su tutti Verdone e Rubini. Sulla carta la comicità, spesso irresistibile nel capitolo precedente, è sempre la stessa, incentrata sulle doti degli interpreti coinvolti in improbabili vicissitudini sentimentali. Eppure Veronesi punta più in alto e indirizza le storie verso temi di grande attualità, mettendo in mezzo coppie gay e fecondazioni assistite con tanto di viaggi in terra spagnola, in onore di una commedia che sappia parlare ad un vasto pubblico.

Ma il punto è proprio questo: a chi si rivolge Veronesi? Certo gli incassi non sono mancati, d’altronde sarebbe stato difficile il contrario visti i nomi del cast ed alcune furbizie della promozione. Per mesi si è parlato delle scene di sesso tra la Bellucci e Scamarcio che, a conti fatti, non vanno oltre a quelle che si vedono nei trailer e sono ridicole, come tutto il loro episodio che sfigura al cospetto di una qualsiasi commediola della Fenech e compagnia. L’episodio di Volo e della Bobulova sembra più un soggetto ancora da svolgere: senza ritmo, con divagazioni inutili e irritanti discorsi alla cinepresa. Da denuncia lo spreco di una coppia dal potenziale esplosivo per l’episodio dei gay Rubini e Albanese: l’unica idea che ne esce è una triste imitazione di ET da parte di Rubini. Si chiude con un Verdone al minimo sindacale che ricicla senza troppo entusiasmo situazioni risapute e che rischia ormai di venire a noia.

Si ride davvero poco e come se non bastasse gli accenni all'attualità sono al di sotto degli standard televisivi. Nonostante le dichiarazioni prevedibili del regista che di fronte alle critiche unanimi ha citato i soliti nomi dei vecchi incompresi (si è addirittura sentito quello di Fellini), il film sembra un vero e proprio affronto all’intelligenza dello spettatore medio e il dubbio resta: a chi si rivolge Veronesi?

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[27-01-2007]

 
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