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Intervista a Nicoḷ Donato

Regista di BROTHERHOOD, vincitore del Marco Aurelio d'oro 2009

di Alessandro Roscini

Nicolò Donato è nato in Danimarca nel 1974. Ha diretto video musicali e con il corto “Os” proiettato al Festiva di Cannes. BRODERSKAB ha vinto il Marco Aurelio d’oro nell’edizione 2009 del Festival Internazionale del film di Roma.


A.R.-Questo è il suo primo film, come mai una scelta così ardua e coraggiosa come il tema dell’omosessualità e del nazismo per il film d’esordio?
N.D.-A dir la verità ho scelto una buona storia e non ho pensato al fatto che potesse essere un film politicizzato. Una storia riguardo due mondi opposti che non dovrebbero essere insieme ma che lo sono nonostante tutto, l’omosessualità e il nazismo sono in secondo piano, è principalmente una storia d’amore, un ritratto sull’essere umano e sui sentimenti connessi a questa condizione. L’amore è un sentimento devastante, bisogna assecondarlo, essere onesti con se stessi, altrimenti si rischia la follia.


A.R.-Ho notato in questo film un uso del paradosso per dissacrare alcune ideologie, è così?
N.D-Non voglio insegnare alla gente nulla, ma se questo film può aiutare a pensare ne sono lieto, è una benedizione fare questo lavoro, spero che le persone possano uscire dal cinema pensando un po’ di più all’attuale condizione umana. Non so se questo film potrà aiutare in questo senso ma me lo auguro.


A.R-Parliamo un po’ dello stile del film. Tu inizi come fotografo. Il film rimanda al Dogma in qualche modo. Cosa ti ha ispirato lo stile visivo?
N.D-Ho utilizzato ciò che ho imparato attraverso il mestiere del fotografo quando vivevo a New York e Laust Trier  Mørk, il direttore della fotografia ha fatto un lavoro brillante, vede il film attraverso immagini ed ha lavorato su ogni fotogramma come ad un quadro. Non è un film Dogma ma ha qualcosa di esso, come la luce naturale degli interni e la telecamera che segue i personaggi. Mi piacciono fotografi come Peter Lindbergh  o Paolo Roversi, nel cinema “Breaking the waves” di Von Trier, fenomenale anche per la fotografia. Mi piacciono Jim Jarmush, Gus Van Sant. Mi ispira anche molto la musica, i Radiohead ad esempio, i Pearl Jam, Johnny Cash, Bob Dylan, o i Sigur Ros.

A.R-Quale pensi che sia il punto di forza dei film danesi?
N.D-Siamo scandinavi, vediamo le cose in modo differente. Io ho sia sangue danese che italiano, quindi ho un punto di vista ancora diverso. Penso che i film danesi stiano tornando nuovamente alla ribalta e mi auguro che sia un successo.

[25-10-2009]

 
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