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Tremonti-Berlusconi: gelo sull'Irap

Le dichiarazioni del premier sull'imposta regionale spiazzano il ministro

di Filippo Pazienza

Gli equilibri in seno al Governo vengono turbati in queste ore da un inatteso strappo tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Diatriba che cade un po' a sorpresa considerando il rapporto che lega da sempre il Presidente del Consiglio al ministro dell'Economia, uno dei fedelissimi del premier. L'oggetto del contendere sono le esternazioni di Berlusconi sulla volontà di ridurre gradualmente, fino ad eliminarla, l'Irap (Imposta regionale sulle attività produttive). Un'apertura che il premier ha concesso tramite un messaggio inviato all’assemblea della Cna, la confederazione nazionale dell'artigianato, e letto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Secondo Berlusconi, la decisione potrebbe avvenire "anche mediante l’elevazione della franchigia in favore delle aziende più piccole, l’estensione della Tremonti-ter e un sostegno stabile alle piccole imprese che investono nell’innovazione e nella ricerca" e rientra in un pacchetto di "altri interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti". L'annuncio ha trovato la reazione positiva di gran parte della maggioranza e dell'Idv, che tramite il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi, ha fatto sapere che: "Siamo disposti a dare un nostro contributo anche se vogliamo prima capire se si tratta del solito spot o se è davvero una misura allo studio del governo. L'abolizione dell'Irap sarebbe un'ottima misura, le tasse su imprese e lavoro sono troppo alte in Italia".

Scettica è stata invece la risposta del Pd: "Il governo studia e promette, intanto le imprese, soprattutto le più piccole, chiudono, i lavoratori vengono licenziati, i consumi si contraggono. Che cosa deve accadere ancora affinchè ci si decida a fare una vera politica anti-ciclica?", ha resono noto Stefano Fassina, responsabile Finanza pubblica dei democratici. Negativo anche il parere del segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: "Il primo atto da fare è la riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati, lo impone l'equità e la condizione dei consumi nel Paese, dopo si può affrontare anche quello che riguarda le imprese".

La vera notizia, però, è giunta dalla posizione di colui che, in teoria, ha più voce in capitolo all'interno dell'esecutivo. Le voci raccontano di un Giulio Tremonti assai indispettito per una scelta che andrebbe a cozzare contro la coseddetta "linea europea", quella del rigore e della ragionevolezza sui con­ti pubblici abbracciata dal ministro dell'Economia. Convinzione, quella di Tremonti, che oltre all'uscita di Berlusconi sull'Irap ha trovato una barriera importante anche nelle parole del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha fatto il punto sulla politica finanziaria del Governo sottolineando la necessità di aprire maggiormente alla "spesa pubblica": "Se il Parlamen­to non ha argomenti da discu­tere, deriva anche dal fatto che i lavori in commissione spesso vengono bloccati dal Bilancio. Basta infatti che un provvedimento preveda una sia pur minima copertura eco­nomica e l’ultima parola spet­ta al governo. E siccome sen­za copertura non va avan­ti..". Fini che tra l'altro ha anche bocciato il parere di Tremonti sul "posto fisso": "Forse non si è reso conto degli effetti che avrebbe determinato, e poi ha voluto lo stesso tenere il punto, ridimensionandone comunque la portata".

Dopo un primo chiarimento telefonico col premier, dove si vocifere che Tremonti avrebbe chiesto una netta presa di posizione dell'esecutivo, il ministro non si è recato a Palazzo Chigi dove alle 12 era convocato il Cdm - riunione poi annullata - ed è rimasto al ministero in attesa del ritorno di Berlusconi dalla Russia. A quel punto avverrà il confronto chiarificatore in cui, se il Presidente del Consiglio dovesse confermare l'idea sull'Irap, potrebbe consumarsi la clamorosa rottura. A difesa di Tremonti, intanto, si è mossa la Lega per bocca del leader Umberto Bossi: "C'è un tentativo di fare fuori Tremonti, ma io lo proteggo".

[23-10-2009]

 
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