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Le relazioni pericolose

Al Teatro Sala Uno il capolavoro di Christopher Hampton

Paravicini, Nicolini e Mastrorilli Di Giuseppe Duca
 
Un complicato intrigo di seduzione, amore e abbandono, un intrigo che sfugge di mano, un po' per gioco un po' per vendetta.

Era il 1989 quando Christopher Hampton  vinse l’oscar come miglior sceneggiatore per il film di Stephen Frears “Le Relazioni Pericolose” (con John Malkovich, Glenn Close e Michelle Pfeiffer tutti candidati all’Oscar), sceneggiatura che nella versione teatrale originale è stata messa in scena in Italia solo nel 1994 con la regia di Mario Monicelli.

A distanza di vent’anni da quell’Oscar ecco di nuovo in scena a Roma, nel suggestivo spazio del Teatro Sala Uno, questo piccolo capolavoro di scrittura, proprio nella stessa versione di Hampton.

Con la regia di Rinaldo Felli, a dare vita agli intriganti e affascinati protagonisti, sono Francesco Mastrorilli nel ruolo di Valmont, Cristina Nicolini in quello di M.me Merteuil e Sabrina Paravicini  in quello di M.me De Tourvel.

Ad impreziosire ulteriormente l’allestimento scenico, si aggiungono i costumi creati e realizzati da Bettina Bimbi, Rita Carta e Maria Spinarelli, e le musiche originali di PierLuigi Pietroniro. “Strano che un testo così bello e sconvolgente sia stato raramente portato in scena – confessa Rinaldo Felli -. Eppure la versione teatrale di Christoper Hampton riesce perfettamente a donare un filo conduttore dinamico e coinvolgente alla profondità e alla potenza del romanzo epistolare scritto nel 1782 da De Laclos da cui trae origine”.

L'impeto della vicenda vede il suo svolgimento negli anni precedenti alla Rivoluzione Francese, quando una nobiltà  corrotta e inconsapevole della propria debolezza è ancora barricata nelle idee illuministe e in un perbenismo ipocrita. Tra le crepe di questo castello, o meglio delle sue camere da letto, irrompe una malvagità sensuale e calcolatrice che rende ogni relazione un pericolo. “Qui non i sensi sono corrotti – continua il regista - è corrotto l’intelletto dalla deliberata e assidua volontà del male. Non il Male convenzionalmente definito, perché quest’ultimo non esiste nella natura umana, bensì, come postulato da Agostino d'Ippona, l’assenza di bene. Nel caso del romanzo, questa assenza si esplica attraverso il controllo e l’annullamento dei sentimenti, principalmente quello dell’amore”.

E’ la condizione di Valmont che, come Lucifero, da angelo si è fatto demone per assecondare il proprio Dio interiore e soprattutto M.me Merteuil, altro demone che, negli anni, ha assunto la capacità di controllare perfettamente i propri sentimenti e di metterli al servizio dell’intelletto per il raggiungimento di un unico scopo: dominare e possedere la vita degli altri. L’assunzione del potere assoluto attraverso il trionfo della ragione. “Lo scontro con il candore di M.me Tourvel non farà altro che esasperare questa lotta umana – conclude Felli - e porterà al tragico epilogo che confonde vincitori e vinti”.
Lo spettacolo resterà  in scena al Teatro Sala Uno (P.zza di Porta S. Giovanni, 10) fino al 15 novembre.

Info e prenotazioni Tel/Fax +39 06 7009329
 
 
 

[20-10-2009]

 
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