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Presidio Cgil a piazza Barberini

la cassa integrazione sale del 366%

Secondo i dati forniti dalla Cgil, la Cassa integrazione in deroga, nel Lazio, si concentra nei settori: trasporto e logistica 42%, chimica 16%, commercio 13% e meccanica 9%.

"Ad oggi - spiega  - la cassa integrazione in deroga non ha copertura economica perchè i fondi  non sono stati trasferiti dal Governo. Mancano quasi 50 milioni di euro". La mobilità, invece, al 30 giugno 2009 coinvolgeva 13.615 lavoratori, ma a questo numero, vanno aggiunti quasi 900 lavoratori per i quali l'intervento è stato richiesto.

Nel dettaglio, le ore di Cassa integrazione guadagni ordinaria è salita del 366% passando da 410.027 del settembre 2008 a 1.899.142 del 2009.

La cassa integrazione guadagni straordinaria, invece, cresce del 277,14%, arrivando a 1.727.267 al settembre 2009 contro le 457.986 del 2008. Nel corso dell'ultimo anno nel Lazio gli ingressi complessivi di lavoratori in cassa integrazione sono stati, in totale, 52.070 tra ordinaria  e straordinaria.

La Cgil, fotografa anche la situazione lavorativa di ogni singola provincia. Frosinone e provincia, assorbono il 64% della cassa integrazione ordinaria; quella romana il 77% della cassa integrazione guadagni straordinari. Nel primo semestre 2009, le province di Roma e Frosinone assieme, assorbono l'88% della cassa integrazione in deroga. Nella provincia di Latina la cassa integrazione guadagni ordinaria cresce +380%; i settori maggiormente coinvolti: meccanica 55%, edilizia 19%, lavorazione dei minerali 10,5% e chimica 7%. Nell'ultimo anno sono stati emanati nuovi decreti di cassa integrazione straordinaria per 246 aziende del Lazio.

I settori più interessati dalla cassa integrazione guadagni straordinaria sono: trasporti e logistica 59%, chimica 10%, meccanica 8,7% e commercio 7,2%. Nel viterbese circa 2800 lavoratori a rischio per la crisi della ceramica; nel reatino, sono invece, circa 2500 i posti di lavoro a rischio tra chimici e meccanici. Nella provincia di Latina, circa 2800 lavoratori che potrebbero ritrovarsi senza lavoro nei settori della meccanica, del chimico farmaceutico e dell'agroalimentare. Nel frusinate, 3600 lavoratori a rischio tra indotto auto ed altri settori. La provincia di Roma, infine, secondo Cgil, già fortemente segnata della crisi Alitalia e dal suo indotto, vede indebolirsi il proprio apparato industriale soprattutto nei territori di Pomezia, Colleferro e Civitavecchia, con una ripercussione in termini occupazionali di circa 60.000 posti di lavoro.

 
 

[19-10-2009]

 
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