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Roma: mangiarsi le mani a San Siro

Giallorossi subito in vantaggio con Menez, ma sprecano e subiscono la rimonta. Rigore negato da Rosetti

Una squadra delusa e un’altra che le delusioni prova a lasciarsele alle spalle scendono in campo a San Siro per lanciarsi nella corsa alla zona Champions. La Roma per trovare la continuità e per verificare i progressi fatti da Ranieri, il Milan per capire se ci sarà Leonardo nel suo futuro.

Ranieri ritrova, dopo sei mesi e un’operazione al ginocchio, Doni. Perde invece Juan, Motta e Totti, e al loro posto schiera Mexes, Cassetti e, a sorpresa, Menez, che vince il ballottaggio con Okaka e affianca Vucinic. Proprio Menez ci mette due minuti a verificare che la difesa rossonera è di burro: Thiago Silva compie un improbabile retropassaggio per Dida, il francese si inserisce, resiste alla carica del brasiliano e infila il portiere rossonero (anche lui al rientro). Il Milan non reagisce, sbanda ed è anzi la Roma ad andare vicina al raddoppio, ancora con Menez, che prova lo spunto personale ma conclude con un diagonale troppo centrale. La Roma è cortissima e il pressing asfissiante, il Milan fa possesso palla ma è di una lentezza disarmante, e così i giallorossi, al 20’, costruiscono la prima azione su cui si esibisce Rosetti: ancora Menez lascia sul posto Thiago Silva, che lo trattiene vistosamente in piena area. Vistosamente per tutto il mondo, tranne che per un paio di persone, che fatalmente sono l’arbitro e il guardalinee. Un minuto dopo, progressione di De Rossi che libera il sinistro dal limite dell’area: Dida si allunga e devia bene. Mentre le occasioni sprecate dalla Roma si moltiplicano in maniera preoccupante, il Milan squilla con Pirlo, che dai 16 metri prova un tiro a botta sicura dopo un’azione insistita, ma la palla esce. Sono poi ancora i giallorossi a sfiorare il raddoppio con Vucinic (piuttosto spento): servito da Menez, il montenegrino ha un controllo meraviglioso ma, a tu per tu con Dida, ritarda troppo il tiro e conclude in modo troppo centrale. Al 39’, l’occasione più grande per il Milan: dopo un batti e ribatti, Seedorf può battere da distanza ravvicinata ma è straordinario Doni nella risposta (con l’aiuto del palo). Finisce il primo tempo con la Roma solidamente in controllo della gara.

Nel secondo tempo, invece, la partita sembra cambiare volto: già dopo pochi secondi, il neo entrato Inzaghi colpisce di testa su azione di corner e Pizarro è costretto al salvataggio sulla linea. Quella che sarà l’ultima fiammata della Roma per parecchi minuti è uno slalom di Menez sulla trequarti, ma la conclusione è debole. Poi, al 10’, su azione di calcio piazzato Burdisso entra in scivolata su Nesta e lo atterra: è una roulette stabilire se colpisca prima la palla o la gamba, ma Rosetti opta con sicurezza per la gamba, e concede il rigore. Ronaldinho trasforma. In campo fioccano le ammonizioni, nonostante non si ricordino risse da far west né falli da macellai. E la Roma, che risfodera una difesa tutt’altro che impeccabile, becca il raddoppio: al 22’, Ronaldinho lancia Pato che anticipa come un birillo Riise, dribbla Doni e segna. Ranieri manda in campo Guberti per Taddei, Okaka per Vucinic e Julio Baptista per Menez (sostituzione discutibile, quest’ultima). Al 28’ Perrotta prova il tiro da limite, e Dida si salva in qualche modo. Ma l’occasione d’oro arriva al 32’, con De Rossi che, favorito da un rimpallo, può girare in porta dal centro dell’area in perfetta solitudine ma spedisce alto. La Roma si sbilancia, però, e il Milan ha più di un’occasione per chiudere la gara. Nonostante l’espulsione di Ambrosini, che arriva per doppia ammonizione: braccio troppo largo, al 36’, su Burdisso, e questo è il secondo, fiscale giallo. L’ultimo tentativo giallorosso è di Guberti, che salta un paio di uomini sulla sinistra ma conclude troppo debolmente. Ultima prodezza di Rosetti: dopo aver ammonito quasi metà dei presenti, tre-minuti-tre di recupero.

Tre fattori hanno atterrato la Roma: la scarsa precisione sottoporta (bene Menez, molto meno Vucinic) nel primo tempo, l’atteggiamento troppo rinunciatario a inizio ripresa e un arbitraggio discutibilissimo. Non è la prima volta che capita, con questo arbitro e in questo stadio (lo ha fatto notare la società nel dopo gara). Ma non basta a giustificare una sconfitta in una gara che la Roma doveva vincere: il lavoro di Ranieri comincia a vedersi (anche senza Totti), ma di strada da fare ce n’è molta. E ora si aggiunge la necessità di una rapida ripresa psicologica, che non sarà una passeggiata.

 

Simone Luciani

 MILAN: Dida; Oddo, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Abate (Inzaghi dal 1' s.t.), Pirlo, Ambrosini, Seedorf; Pato, Ronaldinho (Flamini dal 39' s.t.). (Roma, Jankulovski, Favalli, Antonini, Huntelaar). All.: Leonardo. ROMA: Doni; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise; Taddei (Guberti dal 26' s.t.), De Rossi, Pizarro, Perrotta; Menez (Baptista dal 30' s.t. ), Vucinic (Okaka dal 26' s.t.). (Lobont, Andreolli, Faty, Brighi). All. : Ranieri ARBITRO: Rosetti di Torino.

MARCATORI: Menez (R) al 3' p.t.; Ronaldinho (M) all'11' su rigore, Pato (M) al 22' s.t.

NOTE: spettatori 40 mila circa. Ammoniti Seedorf, Riise, Menez, Nesta, Doni, Pizarro, Inzaghi. Espulso al 36' Ambrosini per doppia ammonizione.

 
 

[19-10-2009]

 
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