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Cronaca Roma
 
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Rastrellamento ebrei romani

commemorazione alla Sinagoga

Furono oltre 1.000 le persone rastrellate dai nazisti il 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma e deportate ad Auschwitz: ne tornarono soltanto in 16, di cui un'unica donna, Settimia Spizzichino. In occasione del 66esimo anniversario della deportazione degli ebrei del ghetto, le istituzioni locali hanno deposto delle corone d'alloro di fronte alla Sinagoga a lungotevere.

"E' uno dei fatti più tragici avvenuti nella Roma contemporanea: questa deportazione è stata il segno più evidente di quello che è stato l'effetto delle leggi razziali e della Shoah". Ha detto il sindaco Gianni Alemanno. "La Shoah non riguarda soltanto gli ebrei e i tedeschi -ha detto Alemanno- ma anche gli italiani. Dobbiamo essere molto attenti e molto vigili soprattutto per ciò che riguarda le logiche di razzismo e di antisemitismo che sono presenti nella società contemporanea".

"E' importante ricordare senza cadere nella retorica del ricordo facendo scomparire la coerenza", Nicola Zingaretti,
sottolinea il legame tra "memoria e coerenza". Ricordare, secondo Zingaretti, che questa mattina ha parlato a margine della presentazione di un libro sulla shoah a Palazzo Valentini, "significa non dimenticare quel 16 ottobre in cui, alle 5 di mattina, i romani del ghetto vennero svegliati all'improvviso e senza motivo per essere deportati". Ma ricordare significa anche "non dimenticare ciò che la storia ci deve insegnare".

[16-10-2009]

 
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