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Festival del Cinema
 
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Viola di mare

di Donatella Maiorca. Valeria Solarino, Isabella Ragonese

di Rosario Sparti 

Nell’aspra Sicilia patriarcale di metà ‘800, Angela sopravvive allo scandalo della propria omosessualità solo accettando di fingersi uomo. Questo grazie alla complicità della madre e del parroco del paese che le cambia nome e sesso all’anagrafe.

Tratto dal romanzo Minchia di re di Giacomo Pilati, il nuovo film di Donatella Maiorca, esce a distanza di molti anni dal suo esordio VIOLA. Prodotto da Maria Grazia Cucinotta, che qui si ritaglia un piccolo ruolo, il film è un duro percorso nell’emarginazione di chi è diverso e per tale ragione è costretto a fingere d’essere altro per apparire comune.

In uno scenario sovrastato dalla figura del padre-padrone il personaggio, interpretato dalla brava Valeria Solarino, riesce pian piano a crearsi la sua libertà con metodologie analoghe a quelle viste nel film BOYS DON’T CRY. La forza e l’ambiguità del personaggio rimangono però talvolta in superfice, così come il contesto appare da cartolina. Un buon tentativo di raccontare l’omosessualità attraverso una chiave non scontata ma che, tra momenti riusciti e cadute di tono, appare non riuscire a spiccare il volo.

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[16-10-2009]

 
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