di Simone Chiaramonte
Il numero delle persone che soffrono la fame è a livelli storici: più di 1 miliardo, secondo le stime della FAO, organizzazione delle Nazioni Unite con sede a Roma. Il forte incremento è dovuto alla crisi finanziaria globale, che ha interessato ancora più criticamente le popolazioni povere dei Paesi in via di sviluppo.
Tre sono i fattori che hanno determinato una propagazione così devastante della crisi su molti Pvs: innanzitutto questa si è abbattuta simultaneamente in tutto il mondo riducendo la possibilità di ricorrere ai tradizionali meccanismi di difesa, in secondo luogo è sopraggiunta dopo un'altra crisi, quella alimentare che aveva già messo a dura prova queste nazioni. In ultimo i Paesi in via di sviluppo sono oggi molto più integrati sia dal punto finanziario che commerciale: ciò li rende molto più vulnerabili alle futtuazioni dei mercati internazionali.
Secondo il rapporto annuale FAO e del PAM (Programma alimentare mondiale), "The State of Food Insecurity", questa la distribuzione geografica di quanti non hanno accesso a sufficienti risorse alimentari: in Asia e nel Pacifico 642 milioni, nell’Africa sub-sahariana 265 milioni, in America Latina e Caraibi 53 milioni, nel Vicino Oriente e Nord Africa 42 milioni infine nei paesi sviluppati 15 milioni.
Se nel corso degli anni '80 e per metà degli anni '90 erano stati fatti notevoli progressi per via dell'incremento degli investimenti in agricoltura, di recente sono sostanzialmente diminuiti gli aiuti pubblici allo sviluppo, comportando un aumento generalizzato del numero dei sottonutriti, sia in periodi di prosperità economica che di recessione.
Questo il preoccupato commento di Josette Sheeran, direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale dell’ONU: "È inaccettabile che nel XXI secolo circa un sesto della popolazione mondiale soffra la fame: nel momento in cui si registra un picco storico di sottonutrizione, vi è il più basso livello di aiuti alimentari mai registrato". A questo commento si aggiunge quello del direttore generale FAO Jacques Diouf: "Abbiamo i mezzi tecnici ed economici per far scomparire la fame dal pianeta, quello che manca è una più forte volontà politica per sradicarla per sempre".
[14-10-2009]
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