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Piscine mondiali sequestrate

Alemanno ''gli impianti potrebbero diventare pubblici''

Si cerca una via di uscita per il pasticcio delle piscine mondiali. Sono 15 gli impianti finiti sotto sequestro per ordine della magistratura, tra le proteste, anche clamorose, di proprietari e iscritti. Una situazione intricata, tra presunte irregolarità, poteri straordinari dei commissari e le troppe contestate deroghe a procedure e vincoli. Una pagina nera sulla quale è intervenuto anche il sindaco alemanno, che ha rivolto ieri un appello per il dissequestro alla magistratura.

“Questi impianti sono stati fatti in base a ordinanze della presidenza del consiglio” – ha sottolineato Gianni Alemanno- il sindaco ha anche indicato una possibile soluzione all’impasse – “Bisogna garantire la fruizione alla cittadinanza -ha detto- se poi dovessero essere confermati gli abusi, gli impianti potrebbero diventare di proprietà pubblica”.

Intanto, dai banchi dell’opposizione, il capogruppo del Pd Marroni continua chiedere piena luce sulle procedura di assegnazione dei bandi e su una gestione poco trasparente dell’evento mondiali.

Che l’impiantistica sportiva sia sempre più oggetto di interessi e appetiti clientelari, lo conferma l’inchiesta che ha coinvolto il Polia Sporting village nel X municipio.  Lo scenario che si sta delineando dalle indagini su un impanto sequestrato per presunta irregolarità è quello di un giro di mazzette ai danni del titolare del circolo. Gli indagati, un vigile urbano, un geometra e un funzionario del comune, avrebbero estorto denaro per consentire il dissequestro dell’impianto. Un video registrato degli inquirenti sarebbe pronto ad incastrare la gang degli estorsori. E potrebbe non essere un caso isolato.

LA SANABILITA' DELLE PISCINE SEQUESTRATE - Spetterà al Comune valutare se vi siano le condizioni i presupposti di sanabilità dei lavori svolti in otto circoli sportivi, dei quindici già sequestrati dalla magistratura, realizzati in vista dei mondiali di nuoto 2009.

MAGISTRATI - Una valutazione, questa, chiesta anche dai magistrati che, ove tale accertamento desse esito positivo, potrebbe portare al dissequestro delle strutture degli otto circoli in questione o, quantomeno, alla concessione della facoltà d'uso dei medesimi. Stando a quanto si sottolinea in ambienti giudiziari, i quindici circoli le cui strutture sono state sequestrate sono divisibili in tre categorie. A tutti comunque manca il permesso a costruire che avrebbe dovuto essere concesso dal Comune. Quattro circoli (quelli sequestrati a maggio scorso), sono privi anche dell'autorizzazione della Regione, in quanto i lavori sarebbestati compiuti su terreni con vincoli idrogeologici o archeologici, per i quali è appunto competente la Regione. Si tratta del Salaria Sport Village, del Tevere Remo, del Gav New city, del Flaminio sporting club. Stando a quanto si è appreso, allo stato la Regione ha dato parere negativo al rilascio di tale autorizzazione. Per quanto riguarda altri tre circoli, i lavori sono ancora in svolgimento. Si tratta di Città Futura, Roma 70 e Roma Team Sport.
 

 
 

[12-10-2009]

 
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