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Cyrano de Begerac

All’Argentina Massimo Popolizio protagonista dell’immortale capolavoro

Massimo Popolizio

La stagione dell’Argentina si è aperta l’altra sera con un capolavoro della letteratura teatrale di fine Ottocento ''Cyrano de Bergerac'', con , per la regia di Daniele Abbado. La storia di questo testo è rocambolesca e stupefacente quanto il suo protagonista: un vero acrobata della parola, un funambolo del verso, un poeta e pensatore. Cyrano e' un incantatore di donne ma innamorato infelice, anzi, innamorato senza speranza alcuna della cugina Roxanne, corrisposto solo nell'ombra dell'equivoco.

La giovane e' innamorata di Christian al quale Cyrano presta le proprie arti poetiche. Christian parla e scrive imbeccato da Cyrano, per conquistare Roxanne, dando vita ad un triangolo amoroso che si protrae fino alle ultime righe del lavoro. Soltanto in punto di morte Cyrano trova il coraggio di uscire da un'ombra durata quindici anni, per svelarsi a Roxanne e a se' stesso, concludendo in tal modo il suo rocambolesco percorso terreno.

Un amore, sembra dirci, non ha bisogno di essere condiviso per essere esemplare. Cyrano lo sconfitto, suggeritore della vita e dell'opera di altri, ci indica passaggi dell'esistenza che non conosciamo, mescola estetica e vita, vita avventurosa e vita letteraria. Quando se ne va, porta nel mondo delle ombre il suo gran naso, simbolo di liberta', indipendenza, diversita', marchio di un eroe che si batte fino in fondo anche contro l'impossibile, persino contro le tenebre. Nel testo, la ricorrente metafora della luna simboleggia questa diversita' di carattere utopico, fino alla famosa scena in cui Cyrano inventa ''sei mezzi buoni di violare l'azzurro'' e salire sulla luna.

[11-10-2009]

 
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