Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Elisabetta II

Un testo poco conosciuto di Berhnard portato in scena al Vittoria

Roberto Herlitzka

Il grande commediografo austriaco Thomas Berhnard è stato rappresentato in Italia sempre un po' alla spicciolata, ma senza una vera e propria continuità. Un autore alquanto ostico per i suoi temi scomodi, difficilmente amato dagli operatori teatrali che cercano invece "appeal'" molto diretti sul pubblico. Pertanto la sua produzione,piuttosto congrua, da noi riesce a farsi largo con una certa difficoltà. Alcune sue commedie sono rimaste finora sconosciute al nostro pubblico, oppure riprese con fatica. E' il caso di “Elisabetta II”, uno degli ultimi testi di Bernhard, scritto nel 1987, rimasto a lungo inedito per le scene italiane. Ha debuttato per la prima volta l’altra sera in prima nazionale al Teatro Vittoria di Roma, nella traduzione di Umberto Gandini.

A rappresentarla, a pieno diritto, una valente regista, Teresa Pedroni, nota per le sue frequentazioni di Berhnard, che conosce benissimo l'autore avendo già diretto negli anni scorsi due lavori dello scrittore "Semplicemente complicato", e la prima riduzione del romanzo “Gelo”.

La Pedroni ha sempre lavorato in coppia con Roberto Herlitzka, che ritroviamo pure questa volta impegnato in una parte carica di ironia trasgressiva e dissacrante nei confronti del mondo e dei potenti, come è nello stile di Bernhard. Herlitzka impersona uno scontroso industriale incattivito dalla vecchiaia, si ritira in un palazzo, in compagnia di amici, dove dal balcone assiste all'arrivo della regina d'Inghilterra in visita a Vienna. Si chiama Herrestein il suo personaggio, figura di ossessivo come in genere sono i personaggi di Bernhard, simili ai grandi vecchi più volte trattati, ad esempio Minetti.

L'andamento è omologante per Herlitzka inchiodato su una sedia a rotelle, impegnato a servirsi solo della parola in un continuo martellante eloquio. Lo spettacolo sfocia in una sorta di danza macabra tra invettive e critiche feroci, calate in un'atmosfera densa di ilarità. Ennesimo testo provocatorio di Berhnard che meritava di essere finalmente conosciuto. Una di quelle sue commedie che diventano "la messinscena della lingua che si parla" in cui "il non detto non è mai l'indicibile" ma solo un segno di impotenza del soggetto a formulare un soggetto. Si va al di là del testo dove si agisce per scommessa con il gusto dell'esagerazione per il gusto dell'esagerazione e dello scherno.

"Elisabetta II" resterà  in scena al Teatro Vittoria fino al 1 novembre.

[11-10-2009]

 
Lascia il tuo commento