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Industria militare: l'altra faccia dell'economia romana

nel Lazio 10 grandi imprese militari

L’economia di Roma va bene, meglio che nel resto del Paese. Ma non è questa la notizia. Perché la cosa meno conosciuta è che una parte rilevante di questo risultato arriva grazie alla forte presenza in tutta la regione di attività industriali di tipo militare.

A rivelarlo è un’indagine realizzata con il contributo della Regione Lazio, in particolare a finanziarla è stata la consigliera di Rifondazione comunista Anna Pizzo.

Nel Lazio hanno sedi e stabilimenti 10 delle 17 principali imprese italiane del comparto militare. In totale il numero degli addetti nella regione supera le 13.500 unità e il fatturato delle imprese di armi raggiunge i 7 miliardi e 48 milioni.
Molte imprese appartengono al Gruppo Finmeccanica.

Qualche nome. A Colleferro ha sede la Simmel che produce munizioni e spolette, tra cui le cluster bombs, le bombe a grappolo che non esplodono interamente e lasciano sul terreno vere e proprie mine antipersona. A Roma ha sede la Oto Melara che fa armi e munizioni. La Agusta di Anagni si occupa di elicotteri. A Pomezia la Galileo produce equipaggiamenti per aerei.

Il Lazio ospita circa 300 siti e servitù militari, di cui il 70% si trovano a Roma. Poi ci sono gli aeroporti come Pratica di Mare, Guidonia, Ciampino e Furbara. Sei sono le basi militari americane, la più importante si trova a Gaeta. Per la regione l’indagine  è solo un primo passo. Tra l’altro si sta lavorando ad una legge che promuova la pace e l’amicizia tra i popoli.

 
 

[25-01-2007]

 
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