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Sequestro piscine mondiali

protesta al Torrino, proprietario minaccia suicidio

Un paradosso. I mondiali di nuoto avrebbero dovuto lasciare alla città nuovi impianti e invece, dopo l'inchiesta sugli abusi edilizi, sta diventando un calvario per cittadini e un grave problema per gestori e dipendenti dei circoli.

Dopo gli 11 nuovi sequestri degli impianti legati ai mondiali di nuoto partono infatti le proteste dei lavoratori che ora, a causa dei sequestri sono senza lavoro.

All'impianto sportivo 'Roma Team Sport', in Via Cina 91 al Torrino, i lavoratori hanno dato vita ad una manifestazione spontanea di protesta bloccando anche il traffico dell'intera zona. Il titolare dell'impianto. Maurizio Perazzolo è salito sul terrazzo minacciando di lanciarsi nel vuoto se non vengono prese immediate misure per la soluzione della vicenda ed
il conseguente utilizzo della struttura. 

"Chiamate il prefetto perché tolga i sigilli. Qui è tutto regolare -ha detto- Abbiamo tutte le autorizzazioni non siamo abusivi. Solo del centro sono rimasti senza lavoro circa 80 persone - dichiara Sanna - inoltre i 2.500 iscritti stanno chiedendo la restituzione dei soldi pagati per utilizzare il circolo".

Il responsabile di uno degli 11 circoli sportivi  'Team sport' è salito sul tetto del suo impianto per minacciare il suicidio. Lo stesso ha fatto il presidente della "Polisportiva Città futura" è salito sul tetto del circolo in segno di protesta

ALTRA PROTESTA "Io non scendo. Resto fermo qui fino a quando non verranno a togliere i sigilli". Anche il presidente della «Polisportiva Città Futura" Fabio Cantoni è salito sul tetto del circolo per protestare contro il sequestro dell'impianto. Il centro, che è del Comune ma dato in gestione alla Polisportiva, ospita alcune palestre e prima del sequestro erano in corso i lavori per costruire la piscina. "Il nostro impianto è in regola - spiegano dal centro - fermarci per noi è una grossa perdita". Cantoni è salito a 15 metri d'altezza e non intende scendere finché le istituzioni, Comune e Assessorato, non prenderanno posizione rispetto al sequestro. "È assurdo che i rappresentanti del Comune, proprietario dell'impianto gestito da Polisportiva Città Futura, non si siano ancora adoperati per un'azione congiunta verso un sequestro di una struttura senza alcuna deroga ambientale o urbanistica".

La protesta si è conclusa in serata. Con Cantoni, della Polisportiva Città Futura, ultimo a scendere dai ponteggi. Intanto il Comitato regionale Lazio della Fin metterà a disposizione "gratuitamente" le proprie strutture "per sopperire alle immediate esigenze dettate dalla drammatica situazione venutasi a creare".

BAMBINI E CLIENTI - il problema non riguarda solo i dipendenti e i proprietari dei circoli sequestrati ma anche chi frequentava quei centri sportivi che ora sono chiusi, in molti hanno chiesto indietro i soldi dell'iscrizione e decine di genitori sono rimasti delusi dal fatto che i loro figli ora non avranno più una piscina dove allernarsi.

 
 

[09-10-2009]

 
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