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Il potere e la grazia

A Palazzo Venezia un vero e proprio viaggio nella storia dell'Occidente

Di Manuela Navazio

“Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa” è il titolo della grande mostra ospitata a Palazzo Venezia fino al prossimo 10 gennaio.                        

Curata da Don Alessio Geretti del Comitato di San Floriano, la rassegna propone cento opere di artisti come Van Eyck, Memling, Mantegna, Del Sarto, Van Dyck, Tiziano, Veronese, El Greco, Guercino, Caravaggio, Murillo, Tiepolo. Le tele danno la percezione di sfogliare un antico codice istoriato da miniature d'eccezione, compiendo di stagione in stagione un vero e proprio viaggio nel tempo, nella cultura e nella storia sociale e politica d'Occidente.
Tra tavole medioevali e dipinti imponenti, preziosi diademi e codici miniati, i capolavori dell'arte da un lato presentano conversioni e persecuzioni, battesimi e battaglie che hanno congiunto la vicenda dei popoli europei al cristianesimo, e dall'altro dischiudono le porte regali di un ideale confine dove si congiungono fede e bellezza, visibile e invisibile, temporale e spirituale.

Articolata in dieci sezioni, l’esposizione è costruita come un grande racconto che ripercorre, dall’epoca di Roma imperiale sino al XX secolo, le principali tappe della storia europea. La prima sezione introduce nel mondo dei santi, tra cielo e terra, tra Europa occidentale ed orientale.

Le sezioni dalla seconda alla quinta ricostruiscono con immagini intense e sintetiche le principali tappe della storia della santità antica e, parallelamente, della vicenda della cristianizzazione dell’Occidente: dall’era dei martiri al culto che si sviluppa sulle loro sepolture e attorno alle loro reliquie, ai grandi pellegrinaggi che tracciarono cammini di milioni di credenti e di penitenti tra nord e sud dell’Europa. Si aprono quindi tre sezioni di importanza centrale nella mostra: i re santi, i cavalieri di Dio e i santi della mistica e della carità. Si rievoca così la lotta del potere contro la santità: è il caso dei martiri uccisi da sanguinari sovrani o da congiure di palazzo e poi eletti patroni dei loro popoli e dei loro regni, come ad esempio Giovanna d’Arco.

Si indaga poi tra gli intrecci di santità e potere che cercarono sintesi in una stessa persona, dall’ideale dell’Impero Sacro alle grandi figure di sovrani santi e fondatori della Patria, come Stefano d’Ungheria e Olav di Norvegia, fino ai loro antenati spirituali, i Magi.

La nona sezione presenta il testamento dei sei santi che sono stati costituiti patroni dell’Europa intera: Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio di Tessalonica, Caterina da Siena, Brigida di Svezia, fino a Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, la santa di Auschwitz. La decima sezione conclude il percorso riconducendo il visitatore a quanto il titolo della rassegna indicava come chiave di lettura di molti degli eventi ricostruiti dalla mostra: il rapporto tra potere e grazia, tra fede e cultura, tra comunità politica e Chiesa, tra coscienza e società. La mostra consente così di cogliere in controluce sulla mappa dell'Occidente la filigrana del rapporto tra Chiesa e comunità politica. Un rapporto decisivo e complesso per spiegare da dove provengano all'Europa molte delle sue conquiste e delle sue grandezze.

Questa esposizione si propone inoltre di affrontare e dare un contributo per sciogliere i più delicati nodi del dibattito culturale contemporaneo (le questioni delle identità, della laicità, delle civiltà e delle religioni) non con la fatica di ragionamenti serrati ma con il fascino del bello, attraverso cui intuire le soluzioni incarnate nella vita dei più santi degli europei e dei più europei dei santi. Originata dalla chiara ispirazione religiosa del suo curatore, la mostra può essere fruita dunque con un'ottica laica, come esercizio per l'approfondimento e lo studio delle radici storiche e culturali dell'Europa e delle società di molti Paesi europei.

 
 

[09-10-2009]

 
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