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Domenica 11 ottobre congresso Pd

Bersani contro Franceschini

Ci saranno 1000 delegati, provenienti da tutta Italia, e domenica prossima si riuniranno all’Hotel Marriot per ascoltare le mozioni dei tre candidati alla segreteria del PD.

Dopo i congressi dei circoli che hanno dato la vittoria a Bersani e dopo il passaggio congressuale di domenica la parola passerà, il 25 ottobre, al popolo delle primarie.

Il nome che uscirà dalle urne non è affatto scontato. Se i militanti, infatti hanno preferito l’esperienza e il messaggio di Bersani che ha puntato sull’identità del partito, è probabile che allargando la base dell’elettorato il risultato venga ribaltato.

L’obiettivo dei "franceschiniani" è proprio questo: ampliare la partecipazione anche a quelle fasce di popolazione che non hanno legami di militanza e quindi più propense ad accettare un modello di partito meno strutturato secondo gli schemi classici.

Dal canto suo, l’attuale responsabile dell’economia del PD, sostenuto dall’apparato, punta a riconfermare tra gli elettori la tendenza espressa dagli iscritti, consapevole che, indipendentemente da chi vincerà le primarie, il controllo del partito è nelle sue mani.

Quanto a Marino, pare improbabile che possa farcela, proprio per questo, nelle ultime ore si vocifera su una possibile alleanza tra lui e il segretario uscente.

Ma non è detto che tutto finirà il 25 ottobre. Se, infatti, nessuno dei tre candidati dovesse raggiungere la maggioranza assoluta dei voti validi, sarà l’assemblea nazionale, convocata per l’11 novembre, a scegliere la nuova leadership del maggior partito di opposizione.

 
 

[09-10-2009]

 
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