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Liste d'attesa negli ospedali pubblici

si aspetta fino ad un anno per una visita

Si torna a parlare delle liste d’attesa in sanità. A riaprire l’argomento è il Tribunale del Malato , costola di cittadinanza attiva, che dal 15 al 25 settembre ha esaminato i dati provenienti dal Recup, il centro unico di prenotazione regionale. Il risultato?

Non solo per poter fare un esame bisogna aspettare, quando va bene, dei mesi se non oltre un anno, ma addirittura alcuni ospedali bloccano le liste per poter smaltire le richieste.

“Provi a richiamare tra un mese” è la risposta che molti si sono sentiti dare al momento di richiedere l’appuntamento. Un fatto che andrebbe contro la legge nazionale 266 del 2005 che all’articolo 1 vieta di bloccare la prenotazione. Nella speranza che presto vengano introdotti nel Recup anche gli ospedali accreditati e classificati, come il Policlinico Gemelli e il Fatebenefratelli, così come annunciato da diverso tempo dal presidente marrazzo, la situazione delle liste d’attesa resta dunque molto difficile.

Per un ecocolodopler al san Filippo Neri ci vogliono la bellezza di 558 giorni, il che significa un anno e 4 mesi. 358 giorni, un anno, per poter fare un’ecografia all’addome inferiore al policlinico di tor vergata. Numeri di poco inferiori per una visita ortopedica al pertini: 223 giorni. Visita ortopedica per il momento bloccata invece all’Umberto I e al Sant’Eugenio. Ancora, 287 giorni per una tac al cranio al cto, 254  per un ecocardiogramma al san Camillo.

Intanto tramonta l’idea di un nuovo ospedale alla Bufalotta, la Regione preferisce valorizzare le strutture già esistenti. E allora via al raddoppio del Pertini e del Grassi. Il nosocomio di via Monti Tiburtini passerà da 320 a 500 posti letto, un progetto che costerà tra i 40 e i 50 milioni di euro e che consentirà di servire un ampio quadrante della città.

[06-10-2009]

 
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