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The Informant

di Steven Soderbergh. Con Matt Damon

 di Svevo Moltrasio

Un biochimico spiffera all’FBI alcuni imbrogli che la multinazionale per cui  lavora mette in atto per controllare i prezzi del mercato mondiale. Tra spiate, arresti e processi, l’indagine non sarà delle più semplici..

Dopo l’ambizioso film in due parti sul CHE, l’eclettico Steven Soderbergh sforna una nuova pellicola tratta da una storia vera già alla base di un romanzo di Kurt Eichenwald. Presentato all’ultimo festival di Venezia, dove ha riscosso tiepidi consensi, il film si è rivelato un flop sia al botteghino americano che al nostro.

Il regista torna al cinema di denuncia frequentato già diverse volte in passato – TRAFFIC, ERIN BROCKOVICH – portando a galla un altro pasticcio che coinvolge una multinazionale, questa volta nel campo agroalimentare. Ambientato nell’arco degli anni ’90, il film segue le direttive del classico film d’inchiesta, con protagonista un individuo pronto a far crollare un’intera industria grazie alla collaborazione con l’FBI. Ma la solita escalation, tra conversazioni spiate, corruzioni e colpi di scena, si fa passo dopo passo più complicata, e le impreviste complicazioni affiorano per colpa proprio del protagonista.

Il tradizionale scontro tra l’individuo e l’industria, si trasforma in una lotta impari, tra un uomo e il mondo, con un personaggio che si perde in una serie interminabile di menzogne, tra spudità e imprudenza. Inevitabilmente il film prende le sfumature di una commedia nera e dai tratti surreali, sorretta perfettamente da un Matt Damon in stato di grazia che, ingrassato di venti chili, spolvera la migliore interpretazione di sempre. A tratti affiora un pò di stanchezza – il film è molto parlato – e forse, come d’abitudine, Soderbergh è troppo preso dalla confezione – impeccabile – tanto da non sfruttare al meglio le possibilità dell’incredibile storia, ma alla fine ne esce comunque un ritratto umano e sociale non banale.

 

 

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[05-10-2009]

 
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