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Spari al bar del consigliere

era passato da poco dal Pdl al Pd

Venerdì scorso decise con una conferenza stampa di annunciare di aver cambiato schieramento passando dalla maggioranza di centrodestra, che regge l'VIII Municipio di Roma, e che comprende il quartiere popolare di Tor Bella Monaca, all'opposizione di centrosinistra, dal PdL, al Pd.

Una decisione che nel quartiere fece clamore e rumore quella di Mario Disli, ex Forza Italia, anche perché avrebbe contribuito a mettere ancora più in crisi il traballante governo del Municipio di periferia. Una scelta politica che adesso gli investigatori prenderanno in considerazione nelle loro indagini per verificare se sia stato proprio il cambio di casacca  politica ad armare la mano degli sconosciuti responsabili la notte scorsa dell'atto intimidatorio compiuto proprio ai danni  di Disli: quattro colpi di pistola che hanno bucato la serranda del suo bar, in via Siculiana, danneggiando elettrodomestici ed diverse attrezzature.

Una intimidazione che assomiglia ad un avvertimento fatto in stile camorristico e che all'apparenza ripropone l'equazione "Tor Bella Monaca come Scampia" coniata appena qualche giorno fa dopo che la polizia ha scoperto e poi smantellato nella zona un sistema di cancelli e "fortificazioni", con tanto di videocamere, che gli spacciatori di "Torbella" avevano messo a protezione dei loro traffici.

"Da lunedì - ha detto lo stesso Disli durante una conferenza stampa organizzata proprio nel suo bar e alla quale  hanno partecipato il segretario regionale del Pd Roberto Morassut ed altri esponenti del Partito Democratico - quando ho
comunicato in aula il mio passaggio dal Pdl al Pd ho iniziato a sentire voci minacciose del tipo: 'E' passato dalla parte opposta. Ora deve avere paura anche della sua ombra". Il consigliere ha scartato categoricamente l'ipotesi del racket come motivazione della intimidazione: "E' da quarant'anni che la mia famiglia ha il bar in quella zona - ha detto - e nessuno mi ha mai chiesto di pagare il pizzo".
 
 

[05-10-2009]

 
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