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1839-2009: dal primo viaggio su rotaia a Frecciarossa

Il 170° anniversario di Fs

di Nunzia Castravelli
 
Il 2 Ottobre Frecciarossa è “ritornata al futuro”. Un balzo di 170 anni da Roma Termini verso le officine borboniche site a Portici-Pietrarsa, dove nel 1840 Ferdinando II di Borbone inaugurò la sua prima industria dei treni. L’anno prima, il 3 ottobre 1839, ci fu il primo viaggio su rotaia della penisola con l’inaugurazione della linea ferroviaria Napoli-Portici.Un viaggio “miracolo” di 7 km e 406 metri, percorso in poco più di 10min da due convogli, ciascuno composto da due locomotive gemelle: il Bayarad e il Vesuvio, trainanti nove  vagoni in grado di ospitare 250 persone.

In questo viaggio evento verso Pietrarsa, durato un’ora e dieci, erano presenti  l’amministratore delegato e il presidente di FS, Mauro Moretti e Innocenzo Cipolletta, che hanno avuto come ospiti il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.

Ad attenderli a Portici, il presidente della Regione Campania, il Presidente della Provincia di Napoli ed il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo. Inizia quindi per le autorità e per gli ospiti presenti un visita guidata nelle Officine di Pietrarsa, che oggi ospitano il Museo Ferroviario Nazionale: otto padiglioni per un totale di 14 mila metri quadrati coperti, diventati sale d’esposizione. C’è la riproduzione della locomotiva Bayard, orgoglio dei Borboni. Ma ci sono anche i vagoni più emblematici del Regno d’Italia e della Repubblica, come la carrozza n°10 del Treno Reale, costruita dalla Fiat nel 1929 per le nozze di Umberto II di Savoia con Maria Josè,  e quella presidenziale del 1946, donata nel 1989 da Francesco Cossiga. Poi treni della gente comune, vetture per il trasporto dei detenuti, le cosi dette “littorine”, misti di terza classa e bagagliaio. Oltre al materiale rotabile a grandezza naturale, vi è un padiglione dedicato all’esposizione dei modelli in scala, circa cinquanta tra i quali spiccano per bellezza: il modellino dell’”Arlecchino”, quello del “Settebello”, oltre a quello della Bayard. Sono esposti anche strumenti ed apparecchiature di vario genere in uso per la circolazione ferroviaria, nonché il “Maglio” e la “Calandra”.

Alla riapertura, avvenuta il 19 dicembre 2007, la raccolta esposta è stata arricchita con la presenza del plastico dei “300 treni”. Il Museo è anche dotato di una ricca biblioteca dove sono custoditi oltre 2500 volumi di interesse storico ferroviario.

Alla fine della visita, Mauro Moretti spiega come la storia dei treni rappresenti la storia di un paese intero. I 7 km della Napoli Portici sono diventati 16mila e 500. La velocità di percorrenza è passata da 50 a 300 km/h. Con il record di 362 km/h raggiunto da Frecciarossa in fase di test.

La cerimonia per i 170 anni delle Ferrovie si e' conclusa con una cena accompagnata da uno spettacolo di canti popolari napoletani, e poi tutti con il naso in su per vedere lo spettacolo pirotecnico seguito dal brindisi finale.

[03-10-2009]

 
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