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Tragedia familiare a Centocelle

affoga la figlia e poi si getta dal balcone

Ha prima ucciso la figlia disabile affogandola nel lavandino della cucina poi si è tolto la vita gettandosi dal 5° piano del suo appartamento di via Bellegra al Prenestino.

E’ una storia di dolore familiare e di sacrifici quella di Luigi , di 72 anni che da sempre, insieme alla moglie, accudiva la figlia 48 enne disabile.

L’uomo forse non ha retto alla notizia di esser gravemente malato, in tarda mattinata ha ucciso la figlia e poi si è buttato dal balcone, ha urtato una pianta, l’ombrellone di un bar e’ poi finito sul marciapiede, inutile la corsa in ospedale.

Il signor Luigi già aveva perso una figlia 5 anni fa, i vicini lo ricordano come un signore gentile e sempre disponibile ad aiutare.

 "Ho sentito un botto fortissimo, sonouscito e ho visto uno spettacolo che non potrò mai dimenticare: il corpo di Luigi era accartocciato a terra tra i due ombrellonidel mio bar. E' rimbalzato sull'auto in sosta danneggiando il cofano".

A parlare ancora visibilmente scosso é Fabio, figlio del proprietario del bar di via Bellegra al pian terreno del palazzo da cui il 72enne si é gettato intorno alle 12.30 dopo aver ucciso la figlia disabile.

"A quel punto ho chiamato soccorsi - ha aggiunto - ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. E' una tragedia. Luigi veniva qui tutti i giorni a comprare il latte e a bere il caffé, ci prendevamo in giro sulla 'fede' calcistica visto che io sono romanista e lui laziale. L'ho visto l'ultima volta stamattina. Comunque non parlerei di omicidio-suicidio ma di esasperazione".
 

 
 

[30-09-2009]

 
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