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Ricominciare a vivere

all’Ara Pacis una mostra realizzata dal Fondo Globale per la lotta contro l'Aids

Marceline ha perso la sorella in Ruanda e poi ha scoperto di essere sieropositiva. Ma in una delle foto sorride, trasportata in bicicletta dal fratello: devono fare 15 chilometri al giorno per andare a ricevere i farmaci. Se non fosse per le due pillole che deve prendere ogni giorno non si ricorderebbe di essere malata. Storie come queste sono appese alle pareti del museo dell'Ara Pacis dove è stata inaugurata nei giorni scorsi la mostra “Ricominciare a vivere”, realizzata dal Fondo globale per la lotta contro l'Aids, la malaria e la tubercolosi insieme alla Magnum Photos.

Fra gli otto fotografi che sono andati in giro per il mondo a testimoniare la rivoluzione portata dall'utilizzo di farmaci anti retrovirali ci sono gli italiani Paolo Pellegrin e Alex Majoli che da sempre lavorano con immagini di morte. "Questo progetto però è diverso, abbiamo fotografato la vita che ritorna in persone come Kassi Keita, tre anni, a cui è stato diagnosticato il virus dell'Hiv ma che è tornato a giocare grazie all'accesso ai farmaci. Questo lavoro straordinario è stato possibile anche grazie alla generosità di queste persone che ci hanno permesso di entrare nel loro privato".

Così, prima e dopo la cura, il percorso delle oltre 200 fotografie esposte mostra come cambiano le espressioni dei volti, quattro mesi dopo aver cominciato i trattamenti. Certo molto di più si dovrebbe fare: "Non penso che le mie foto possano cambiare il mondo, ma mi interessa molto mettere in circolo queste testimonianze, le chiamo anticorpi. Le foto poi assumono una vita propria, vanno a toccare gli altri. La trovo anche una forma di resistenza". Alex Majoli è  andato in Russia: "Le storie della gente che ho incontrato sono molto tristi, non è la prima volta che ho affrontato l'Aids a livello professionale o personale ma questo progetto è stato diverso. Mi sento parte attiva perché anche grazie alle mie foto si potranno costruire ospedali e aiutare i malati". Il ricavato della mostra e quello del catalogo pubblicato da Contrasto saranno devoluti al Global Fund.

[28-09-2009]

 
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