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Carte clonate

scoperto giro d'affari di 50.000 euro al giorno

I carabinieri hanno scoperto un giro d'affari da 50.000 euro al giorno incentrato sull'attività di clonazione di carte di credito e bancomat di istituti di credito della capitale.

Era un'organizzazione composta da dieci romeni, tra cui una donna, tutti con precedenti penali e con una vasta rete di
fiancheggiatori quella smantellata dai carabinieri della stazione San Pietro. Le indagini sono partite circa un anno fa dai controlli su un membro dell'organizzazione notato dai militari mentre stazionava in modo sospetto fuori a un bancomat in zona Vaticano.

L'accusa per gli arrestati è di associazione a delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito, rapina e possesso di armi. I carabinieri, infatti, hanno scoperto una vera e propria centrale operativa in una stanza di un bed&breakfast  in zona Tiburtino. All'interno oltre a computer, chip e apparecchiature per clonare carte di credito, anche passamontagna, pistole e fucili a canne mozze, documenti e distintivi delle forze dell'ordine falsificati.

Sono state avviate analisi sulle armi per capire se siano state usate per rapine. L'organizzazione, secondo quanto emerso dalle indagini, aveva stilato una vera e propria lista dei bancomat da colpire: sceglieva sono quelli realizzati con tecnologie di ditte romene.

Circa una cinquantina quelli finiti nella rete. Denunciate a piede libere altre otto persone. La banda si appoggiava anche ad
alcune prostitute per avere coperture logistiche.

Per tutti l'accusa è di associazione a delinquere finalizzara alla commissione di reati informatici, clonazione di carte di credito e detenzione di armi e munizioni da guerra.

[24-09-2009]

 
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